Il 25 marzo è stato pubblicato su tutte le piattaforme digitali “Tempi Moderni“, il nuovo album di Vincenzo Greco, in arte Evocante, distribuito da Dialettica Label/Tunecore. A pochi giorni dall’uscita, il disco si è già imposto come un lavoro intenso e profondamente politico, capace di fondere sonorità electro-rock con una forte tensione narrativa e civile. La distribuzione fisica dell’album è stata affidata a La Stanza Nascosta Records, etichetta del musicista e produttore Salvatore Papotto, che ha partecipato al progetto suonando il basso nella maggior parte dei brani.
“Tempi Moderni” si è configurato fin da subito come un concept album compatto e senza pause, costruito per mantenere alta la tensione emotiva e riflessiva. Evocante ha scelto di eliminare gli spazi tra i brani, creando un flusso continuo che ha accompagnato l’ascoltatore in un viaggio sonoro e concettuale. Dal punto di vista musicale, il disco ha mescolato elementi electro-rock con strumenti classici, tra cui il violoncello, che ha spesso assunto il ruolo di guida. I synth hanno dialogato con chitarre elettriche e arrangiamenti orchestrali, dando vita a un equilibrio tra tradizione e modernità. L’ispirazione narrativa ha richiamato l’approccio dei grandi concept album, con un’attenzione particolare al messaggio politico e civile, in una linea ideale vicina alla poetica di Roger Waters.
Nel booklet del disco, l’autore ha tracciato una riflessione lucida e critica sulla contemporaneità. Il lavoro ha affrontato temi come il ritorno di nazionalismi e autoritarismi, la deriva del capitalismo consumista e la perdita di profondità culturale. Secondo Greco, la società contemporanea ha mostrato una crescente incapacità di porsi domande, sostituendo la riflessione con la velocità e il rumore. Il disco ha denunciato un sistema che ha privilegiato la forma rispetto alla sostanza, alimentando un clima di conformismo e superficialità. Particolarmente centrale è risultata la riflessione sui conflitti contemporanei: una parte dell’album ha affrontato il tema della guerra e delle sue ripetizioni storiche, evocando scenari che hanno ricordato quelli precedenti alla Seconda guerra mondiale.
L’album comprende undici brani inediti e tre cover significative che tracciano le coordinate culturali di Evocante:
- “Conviene” (CCCP)
- “La domenica delle salme” (Fabrizio De André)
- “Gente in progresso” (Battiato-Pio): una gemma del sodalizio tra Franco Battiato e Giusto Pio, qui rielaborata in una veste orchestrale e “geghegè” anni ’60.
Particolare menzione merita “Resistenza“, brano di chiusura che apre uno spiraglio di speranza legato alle proteste giovanili, e il recitativo “Scarpette rosse” su testo di Joyce Lussu.
La struttura del disco ha seguito una logica narrativa precisa: alcuni brani centrali, pur distinti, sono stati concepiti come un unico racconto sulla ciclicità della storia e sul ribaltamento dei ruoli tra vittime e carnefici. Questo approccio ha rafforzato l’identità di “Tempi Moderni” come opera unica, più che come semplice raccolta di canzoni. Il risultato è stato un lavoro definito dallo stesso autore come “necessario”, nato dall’urgenza di raccontare il presente senza filtri.
L’album verrà presentato dal vivo il 23 aprile alle ore 21:30 sul palco de “L’Asino che vola“, a Roma. Sul palco, Evocante (voce, synth, theremin, chitarra, basso) sarà accompagnato da una formazione d’eccezione: Barbara Vanorio al basso, Roberto Leone alle chitarre e Tommaso Avellino alla batteria. La serata vedrà inoltre la partecipazione speciale di Stefano Pio, figlio di Giusto Pio, a suggellare il legame profondo tra l’opera di Vincenzo Greco e l’eredità artistica dei grandi maestri della musica italiana.
A pochi giorni dalla sua uscita, “Tempi Moderni” si è rivelato un progetto ambizioso e coerente, capace di unire musica e pensiero critico. L’album ha proposto una visione lucida e a tratti inquietante del presente, ma senza rinunciare del tutto alla possibilità di resistenza e cambiamento. In un panorama musicale spesso orientato all’immediatezza, il lavoro di Evocante si è distinto per profondità e coerenza, offrendo un’esperienza d’ascolto che ha richiesto attenzione, tempo e partecipazione attiva.
Eleonora Francescucci


















