Un nodulo circoscritto al polmone, scoperto per caso, e un ricovero deciso in tarda mattinata. Il cardinale Pietro Parolin ha appreso la notizia mentre si trovava alla Pontificia Università Gregoriana, dove partecipava al convegno su Giovanni Paolo I promosso dalla Fondazione Vaticana di cui è presidente. I giornalisti lo hanno circondato all’uscita, e lui ha risposto con la misura che lo contraddistingue.
Ho parlato con il Papa ieri pomeriggio, ha detto.
Abbiamo parlato con molta serenità, e davvero il Santo Padre è un grande esempio in questo senso.
La preoccupazione c’è, e il cardinale la dichiara apertamente.
Non mi aspettavo una cosa del genere, ha confessato.
Poi ha aggiunto che si tratta di qualcosa di cui ci si è accorti subito, e che normalmente, quando le cose vengono prese in tempo, si riesce a risolvere.
Una frase semplice, che contiene una speranza concreta.
Il segretario di Stato ha voluto sottolineare come il Pontefice abbia trasmesso serenità nell’annuncio all’Angelus di domenica scorsa, e ha auspicato che il problema possa essere superato al più presto.
C’è un passaggio, nel suo intervento, che merita di essere riportato con attenzione.
Alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva se quella notizia fosse stata un fulmine a ciel sereno, Parolin ha risposto con una formula che il Papa stesso aveva usato.
Sì, certo, perché nessuno se lo aspettava.
Però queste sono le sorprese di Dio.
Una risposta che sposta il discorso dal piano della cronaca a quello della fede, e che dice molto sul modo in cui il cardinale legge gli eventi.
C’è la consapevolezza che la vita umana è esposta a ciò che non si prevede, e che questa esposizione è il luogo in cui la fiducia si manifesta.
Il segretario di Stato ha anche voluto ricordare il grande moto d’affetto che si è levato da ogni parte del mondo.
Questo significa quanto Papa Leone è amato, apprezzato e seguito da tutti, ha detto.
E ha invitato a continuare a esprimere vicinanza anche quando il Pontefice sarà sottoposto all’intervento.
La Chiesa universale, in queste ore, sta pregando.
Messaggi e celebrazioni si susseguono, e la comunione che si manifesta intorno al successore di Pietro è uno dei segni più visibili di ciò che la fede produce quando diventa esperienza condivisa.
La figura di Pietro Parolin, in questa circostanza, emerge ancora una volta come quella di un uomo che sa stare accanto senza invadere.
La sua vicinanza al Papa non è quella dell’uomo che cerca visibilità, ma quella del collaboratore che conosce il peso della responsabilità e che lo porta con discrezione.
La sua testimonianza è quella di chi sa che alcune cose si vivono nel silenzio, e che il silenzio, quando è autentico, vale più di qualsiasi dichiarazione.
La Chiesa che prega per il suo pastore è la Chiesa che si riconosce madre e figlia nello stesso tempo.
In questa preghiera comune, che attraversa i continenti, si compie qualcosa che nessun comunicato ufficiale può restituire.
Si compie la comunione dei santi, quella realtà che i teologi descrivono con precisione e che i fedeli vivono con semplicità.
Il nodulo al polmone è un dato clinico.
La serenità che lo accompagna è un fatto spirituale.
E il cardinale Parolin, con le sue parole misurate, ha saputo tenere insieme i due piani, offrendo al mondo una testimonianza che vale più di molte omelie.
RVSCB
Bibliografia
Vatican News, Parolin: “Ho parlato con il Papa, esempio di grande serenità”, 12 ottobre 2026.
Vatican News, Papa Leone, oggi ricovero “in tarda mattinata” al Gemelli, 12 ottobre 2026.
Vatican News, La Chiesa nel mondo prega per la salute del Papa, 12 ottobre 2026.
Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, Convegno “Giovanni Paolo I: Iustitia et Pax”, Pontificia Università Gregoriana, Roma, 12 ottobre 2026.
Sala Stampa della Santa Sede, Comunicato sul ricovero di Papa Leone XIV, Città del Vaticano, 12 ottobre 2026.
Leone XIV, Annuncio all’Angelus, Città del Vaticano, 11 ottobre 2026.

















