FONTE ADNkronos
La richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio non sorprende la difesa, che prepara le prime mosse in vista dell’udienza preliminare per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti intendono sollevare una questione di legittimità costituzionale: chiedere se si possa processare il loro assistito mentre Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva per lo stesso delitto.
L’udienza preliminare, che con ogni probabilità inizierà nel 2027, si aprirebbe dunque con un’eccezione procedurale. L’obiettivo dei difensori è ottenere la sospensione e sottoporre la questione alla Corte costituzionale, mentre si attende il percorso della richiesta di revisione della condanna di Stasi. Secondo quanto trapela, l’istanza sarà depositata a metà novembre e dovrà essere esaminata dalla Corte d’Appello di Brescia.
«Sarà la prima eccezione che solleveremo», ha dichiarato Taccia, ospite di “Cinque Minuti” su Rai 1. Per la legale, procedere parallelamente con il processo a Sempio e con la richiesta di revisione di Stasi potrebbe generare «un mostro giuridico», con il rischio di un contrasto tra giudicati. La scelta, ha spiegato, punta a prevenire un problema che potrebbe presentarsi in futuro.
L’eventuale allungamento dei tempi non preoccupa la difesa. «Noi guardiamo più che al tempo, alla sostanza delle cose», ha affermato Taccia, sottolineando che le decisioni saranno assunte seguendo le regole del Codice di procedura e le valutazioni tecnico-processuali.
Il capo d’imputazione formulato dalla Procura di Pavia ricalca quello della chiusura delle indagini. Il trentottenne è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con crudeltà, per il numero e l’entità delle ferite inferte, tra cui almeno dodici lesioni al cranio e al volto. I pubblici ministeri contestano anche i motivi abietti, che riconducono all’odio per la vittima dopo il rifiuto di un approccio sessuale. Si tratta della ricostruzione accusatoria, respinta dalla difesa.
A decidere sull’eventuale processo sarà il giudice dell’udienza preliminare, chiamato a valutare gli elementi raccolti dai magistrati guidati dal procuratore Fabio Napoleone e gli eventuali ulteriori approfondimenti.
Tra questi potrebbe esserci una perizia sull’impronta 33, la traccia di una mano trovata sulla scala della cantina della villetta di via Pascoli, a Garlasco. Per gli investigatori appartiene a Sempio; per i suoi legali, invece, non è attribuibile. La richiesta di un accertamento potrebbe arrivare anche dallo stesso giudice.
Il confronto riguarderà inoltre il Dna maschile rinvenuto sulle unghie della vittima e gli altri elementi al centro dell’inchiesta: l’impronta “a pallini” trovata sulla scena del delitto, i soliloqui intercettati che i pubblici ministeri interpretano come una confessione e l’ipotesi che Sempio abbia visto i video intimi della coppia.
Secondo la prospettazione investigativa, le tre telefonate effettuate a casa Poggi alcuni giorni prima dell’omicidio potrebbero essere collegate a un tentativo di approccio alla giovane.
Taccia ha ribadito che la richiesta di rinvio a giudizio non sorprende «né per le tempistiche né per l’imputazione», rimasta invariata rispetto alla chiusura delle indagini. La difesa sostiene di aver fornito in questi mesi indizi e prove a favore dell’estraneità di Sempio e sottolinea che spetterà alla Procura dimostrare l’accusa.
Resta da definire anche la scelta del rito. I difensori dovranno valutare se chiedere il giudizio abbreviato, come avvenne per Stasi: una possibilità legata al fatto che il delitto risale a prima della riforma, che consentirebbe un processo a porte chiuse davanti allo stesso giudice dell’udienza preliminare e, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena. In alternativa, con il rito ordinario, un eventuale rinvio a giudizio porterebbe il procedimento davanti alla Corte d’Assise.
Sempio, attraverso i suoi avvocati, ha fatto sapere di essere pronto ad affrontare il percorso giudiziario: «Sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza».


















