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PER L’ ASCESA DI GIOVANI TALENTI ABITARE A ROMA È DIVENUTO IL SOGNO DI CHI VIVE D’ ARTE

Alberto Zei by Alberto Zei
29 Marzo 2012
in Senza categoria
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PER L’ ASCESA DI GIOVANI TALENTI ABITARE A  ROMA  È   DIVENUTO IL  SOGNO DI CHI VIVE D’ ARTE
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Arte e cultura e incontri  nell’ area di Roma Capitale/

Servizio a cura di Alberto Zei/

Giorni fa, mi  ero recato ad Ostia ad  intervistare alcune persone,   tra quelle recentemente arrivate in questo centro,   per un servizio demografico del giornale.  Dovevo farmi raccontare da qualcuno la sua storia per  comprendere quali ragioni continuano a spingere  molte gente   a prediligere l’ area romana   rispetto ad altre altrettanto amene.   Alla fine del pomeriggio  ero  sul lungo mare dove intorno agli   spiazzi di accesso alla spiaggia molta gente ancora assaporava il tiepido sole di una giornata del preludio di primavera.
Mentre mi dirigo con il microfono bene in vista,  per non creare sorprese in seguito,  verso un gruppo di persone particolarmente loquaci  e sicuramente non romane, vedo ad un lato del passaggio sulla spiaggia una  figura di giovane donna seduta in atteggiamento orientaleggiante su una piccola altura di erba e sabbia. Rimango  sorpreso dalla   grazia del portamento che contrastava con la  apparente scomodità: le gambe raccolte e semi intrecciate  consentivano al suo corpo di stagliarsi diritto sullo sfondo velato  del mare, come si trattasse di una tavolozza di un pittore. I capelli lisci di un nero brillante che le  cadono sulle spalle contrastano con il bianco suo viso pensieroso e leggiadro. Cambio idea tra gli sguardi incuriositi della gente a cui prima mi ero avvicinato; mi fermo, poi  mi sposto con passi alquanto incerti verso di lei.
Quando le  arrivo  vicino sento che sta sommessamente canterellando;   mi faccio coraggio, mi presento mostrando il microfono e chiedendole  per un giornale che  si occupa di Roma e di chi,  come lei,  ha scelto questi luoghi per dimorare, un intervista  sulle ragioni della sua presenza. Lei garbatamente ascolta  acconsentendo  di rispondere alle mie domande.
Chi sei tu –  cominciai scherzando –  Ti  vedo assorta con  un’ aria un po’ spaesata  e un po’  sognante,  come se ti  trovassi in  un luogo che non conosci  ma che tuttavia  sembra attrarti   al punto da rimanere   anche   così scomodamente seduta.
“Non scomodamente?  .A me piace,  mi tranquillizza”
 Il tuo atteggiamento cosi compenetrato dai  tuoi pensieri –  dicevo lasciando cadere l’ iniziale sorriso per dare più serietà   alla domanda –    mi fa credere che avresti molto da dire.  Mi racconti qualcosa della tua vita?
Questa volta è lei che mi guarda con un sorrisetto  tra l’ ironico e il malizioso senza parlare.   Sto per rifarle la domanda ma lei  mi precede.
“Sono sarda, mi  chiamo  Laura……Laura Pinna, ho lasciato la mia amata isola  poter inseguire un sogno d’ arte.  Quando mi chiedono qual è la mia casa, non riesco a rispondere perché ne cambio così tante, forse la mia casa è ovunque, ma  il sangue è  sardo…”
Quindi  il tuo  sogno per l’ arte che si identifica con  Roma,   lascia trasparire il desiderio di scoprire nuove cose che evidentemente ancora non conosci  ma che non sono proprio  a portata  di mano. Intendo dire che   se prima non si acquista  la necessaria disinvoltura professionale per le  differenti situazioni che si incontrano,   è difficile improvvisare  dopo.  Ne convieni?“ Per poter inseguire un sogno devi aver la forza di cominciare da zero,  bisogna saper lottare e fare sacrifici, crearsi  nuove amicizie, riuscire a conquistare la fiducia di nuove persone, adattarsi  ad una grande città ed ambientarsi…io ero  abituata al caffè giornaliero con gli amici, ad andare al supermercato o nelle attività commerciali dove tutti mi chiamavano  per nome;    mente  venire qua è stato un grande stravolgimento della mia vita:  passare da un paesino di quattro mila  abitanti ad una città di cinque milioni è stato traumatico anche se non l’ho mai dato a vedere a nessuno… Ho dovuto farlo da sola, senza una famiglia, senza amici, senza nessuno, io in compagna di me stessa in una città così immensa.  Questo è stato il traguardo maggiore. Poiché ho  superato la paura più grande, quella della solitudine che ogni tanto paradossalmente  ricerco. Con  il tempo ho saputo costruirmi, agli inizi prendevo autobus a caso senza sapere dove andare per poter esplorare la città che così ho imparato a conoscere, ed ho avuto la fortuna di frequentare validi corsi di recitazione
Non ti  avevo fatto domande sull’ arte in quanto avendoti   visto  in aspetto sognate prima e canterellare    tra te e te dopo,   per altro con una leggiadra vocetta,  ho creduto che fossi interessata al mondo musicale. Se invece,  parli di scuola di recitazione  allora è il teatro di prosa   che ti interessa.  Intorno ai teatri si incontrano  inizialmente tutti i futuri talenti dello spettacolo, poi…    Anche tu  avrai conosciuto diversa  gente e quale impressione ne hai avuto?
“Ho incontrato tante persone, ognuno ha lasciato in me qualcosa e qualcuno è diventato mio amico,  tanto che  ora mi sento a casa  ben voluta, non mi sento più sola ed ogni giorno ho occasione di conoscere nuove persone.   Roma mi ha adottato, la sento ormai come la mia seconda famiglia . Ringrazio questa città, perché  anche se si muove  così di  fretta, mi ha insegnato e continua ad  insegnarmi  tante cose importanti. Sento che la  strada  che ho intrapreso mi sta  aiutando a  realizzare i miei   sogni. E’una strada con tante emozioni, belle, brutte, dolci ed amare;  ho riso e pianto, ho conosciuto persone, alcune meravigliose e posso dire che sto vivendo davvero……che ora ogni volta che mi devo allontanare ne sento la mancanza… “
Avverto nelle tue  parole tanto entusiasmo della vita, che molti  giovani come te cercano tenacemente di trasfondere  dai sogni alla realtà.  Ma quanto  impegno e soprattutto quanta perseveranza  riesci a infondere in te stessa per credere a ciò che fai?
“I sogni richiedono forza e sacrifici, ma tanto tanto amore, per un sogno si supera tutto, l’importante è crederci sempre; anche quando la strada è difficile bisogna percorrerla senza arrendersi mai… Se hai veduto  il film “Vanilla Sky”, ricorderai sicuramente  il detto :  .. …perché, senza l’amaro, amico mio, il dolce non è tanto dolce.  Il mio viaggio lo  racchiudo  in questa  frase, perché inizialmente è stato un trauma lasciare  la mia isola  per la  grande città:  un piccolo  paese  per  “Roma l’ eterna”: una megalopoli di cinque milioni di abitanti!  Dapprima  sei completamente sola  con  te stessa  mentre  affronti il gigante più grande:  la solitudine”
Il sole si screziava in bagliori di luce tra i sui capelli.  Pian piano mi rendevo conto che quella non era  più un’ intervista ma un  colloquio. Alla  mia estraneità era subentrata, infatti, una partecipazione da prima neutrale ma che tale  almeno,  doveva ritornare  ad essere. Le chiesi allora,  per riprendere l’ intervista.
Come spieghi  questa sorte di timore reverenziale nei confronti di una grande metropoli se ti senti poi,   così coraggiosa   nel  far fronte alla solitudine?
“Io della solitudine ne ho sempre avuto paura  perché amo la compagnia, anche se ho sempre fatto una vita come cittadina del mondo con il cuore innamorato di tutto, perché non  aver un luogo fisso dove stare,  non significa necessariamente  non affezionarsi o  non voler bene, anzi… e grazie a questa esperienza ho affrontato la mia paura più grande………….”
Mi ricordi una frase di un artista toscano, Ardengo Soffici del  movimento futurista di inizio secolo scorso, che temeva e amava come te  la sua libertà, pagandone talvolta anche il prezzo. Era un pittore ma anche  un poeta:  “Malinconia,  ninfa gentile,  la vita mia consacro a  te”.   Laura  – le dissi –   qui dietro sulla  strada c’ è un bar,  mi piacerebbe prendere un caffè   insieme a te.  Che ne pensi?                                                                                    
Mi rispose con un dolce sorriso: “Sono arrivata tardi perché  l’ autobus non passava”
Lei guardava verso l’ orizzonte il tramonto sul mare;  io il sole che si liquefaceva in arancio  sui vetri delle finestre.   Alberto Zei

Alberto Zei

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