Oggi gli incerti riti funebri, che fissano la scansione nello spazio e nel tempo della specie umana di fronte alla morte, hanno celebrato il fine vita di un giovane del quartiere dove abito e la notizia della sua dipartita mi è giunta per puro caso da una amica che abita nei pressi della dignitosa abitazione dove è avvenuto l’evento, che primeggia per essere una esplosione nucleare nello Spirito dell’Assoluto, che regola l’esserci degli umani. Ed il fatto dovrebbe essere di immediata cognizione ad esseri dotati di Ragione per fredde frequenze statistiche, che segnalano, oltre ogni ragionevole dubbio, numeri in espansione.
L’avvenimento non rientra tra le plurime circostanze di morte di bambini e giovani come narrano le orrende storie di morte per guerre, per malattie, per incidenti privi di attenta prevenzione, per sottrazione forzata dei figli alla cura ed alla vigilanza dei genitori naturali, per prevaricazioni da parte di figure istituzionali criminali che si intestano il bene dei sudditi, che con il loro lavoro consentono ai corrotti una vita da faraoni, per conflitti di interessi eterni e diffusi in ogni dove, di infedeli sacerdoti che decretano il Bene e il Male secondo la verticale del potere e della ricchezza.
E’ un gesto forse voluto, ma decisamente istintivo per salvare lo Spirito e renderlo libero dalle catene messe dalla comunità di appartenenza. Personalmente, ho avvertito che dicesse: vigliacchi, gente di poca fede, anime belle senza volto e senza cuore, voi siete il Male assoluto con la vostra ignavia, la vostra inerzia, il vostro lasciar fare per chiudervi nel vostro particolare, senza capire che la parte non ha senso se non si pone in relazione con il tutto, non è un elemento che regola l’esserci nel mondo, ma l’intero, in breve il sistema, il sistema sociale, come il sistema solare, che è il più piccolo del sistemi delle infinite galassie.
Sono andato pellegrino alla celebrazione dei suoi funerali in una Chiesa del quartiere per inginocchiarmi davanti al figlio della luce e del firmamento che ha lanciato un avvertimento affinché si possa portare rispetto alla conservazione della specie umana, alla santificazione del nato, alla sacralità della Madre, Conceptio Homini, l’Annunciazione, la Madonna. Non l’ho mai incontrato ma lo conosco da millenni.
Le lacrime non hanno colore e non hanno religione. E’ la risposta dell’essere umano al dolore, come alla gioia, è la fonte della trasparenza come l’acqua sorgiva, la purezza del diamante. Tu, figlio della Grazia e della Misericordia, ci dici “Amatevi gli uni con gli altri”, altrimenti sarà la guerra. I vinti di oggi saranno i vincitori di domani e così di seguito.
La Terra Madre è una sfera, ognuno può dimorare dove vuole, nei luoghi dove può trovare cibo ed acqua e dovrà lavorare per soddisfare i bisogni primari per sé e per i piccoli della specie umana. La scimmia nuda viene dal mondo della natura con le sue leggi per la lotta della sopravvivenza; i confini politici sono stati disegnati sulle carte geografiche e sono mutati a seconda dell’esito delle guerre.
Sei straniero nei nostri pensieri fatti di niente, noi masse indistinte senza uno scopo, senza ragione. Una palude dove i bambini non possono abitare, dove non cresce altro che fango, dove prevale il deserto di ogni buon sentimento di amicizia, di aiuto reciproco, di offerta sincera di un dono, di antica ospitalità.
Sei andato via in silenzio, come quando la tua mamma ti ha donato la vita. Ma ora il Tuo rumore è grande, è profondo; è un grido che ha un’eco che corre sulle onde elettromagnetiche ed entra in ogni casa, in ogni Chiesa, risuona in ogni piazza, in ogni più nascosto anfratto e porta la parola del Signore Gesù, che ti ha accolto nel più alto dei Cieli in quel Paradiso infinito che non conosciamo, ma possiamo immaginare con la fantasia.
“Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chi ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Carlo Priolo, giornalista professionista, economista, sociologo, esperto di filosofia teoretica
















