Bruno Battisti D’Amario è stato uno dei più autorevoli e versatili chitarristi italiani del Novecento. Virtuoso dello strumento, ha saputo spingersi ben oltre i confini della musica classica, lasciando un’impronta indelebile nella storia delle colonne sonore cinematografiche e della canzone d’autore.
Le Collaborazioni più importanti:
Il nome di Battisti D’Amario è legato a quello dei più grandi compositori e interpreti del panorama musicale italiano e internazionale:
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Ennio Morricone: È senza dubbio il sodalizio più celebre. La chitarra classica ed elettrica di D’Amario è il timbro inconfondibile di capolavori della storia del cinema come: Il buono, il brutto, il cattivo, Per qualche dollaro in più, C’era una volta il West e Giu la testa.
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Fabrizio De André: D’Amario ha prestato la sua arte ad uno degli album più conosciuti della musica d’autore italiana, Tutti morimmo a stento (1968), curando le parti per chitarra, sotto la direzione di Gian Piero Reverberi.
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Nino Rota e Armando Trovajoli: Ha collaborato regolarmente con altri due giganti della musica per film, partecipando alle registrazioni di partiture memorabili per il cinema italiano dagli anni ’60 in poi.
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I Solisti Aquilani e l’attività concertistica: Sul fronte della musica classica ed esecutiva, ha collaborato con prestigiosi ensemble e orchestre, portando la chitarra classica nei più importanti teatri d’Italia e del mondo.
Grazie alla sua impeccabile tecnica e alla straordinaria sensibilità d’interpretazione, Bruno Battisti D’Amario ha contribuito a definire il “suono” del cinema italiano nel mondo, rendendo iconici temi musicali che sono ormai parte dell’immaginario collettivo.
Mi piace ricordarlo anche per aver suscitato nel sottoscritto, l’amore per la Composizione musicale oltre che per avermi “aggiustato” la tecnica della mano destra.
Il suo sorriso delicato, anche in sua assenza, ci accompagnerà per molto tempo.
Massimiliano Pirandola



















