• PaeseRoma.it
  • ADV
  • Privacy
  • Disabilità
  • Collaborazioni
  • Contatti
domenica 6 Settembre 2026
No Result
View All Result
PaeseRoma
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
    • All
    • cinema
    • Cultura
    • Eventi
    • musica
    • Spettacoli
    • Sport
    Regione Lazio. “Miss Italia -La docu-serie. La sfida oltre la bellezza”. la finale in diretta il 21 settembre dal Castello di Santa Severa

    Regione Lazio. “Miss Italia -La docu-serie. La sfida oltre la bellezza”. la finale in diretta il 21 settembre dal Castello di Santa Severa

    Miss Italia, le Prefinali verso la conclusione. In gara oltre 200 ragazze

    Miss Italia, le Prefinali verso la conclusione. In gara oltre 200 ragazze

    Daniela Reboldi a Roma: concerto dedicato a Erik Satie

    Next Music Awards 2026: Palestrina celebra la nuova musica, trionfano Malaffari e Le Distanze

    Next Music Awards 2026: Palestrina celebra la nuova musica, trionfano Malaffari e Le Distanze

    Motociclisti nell’area espositiva dell’Eternal City Moto Show 2025

    Eternal City Moto Show 2026, la decima edizione arriva al Gazometro di Roma

    Ivana Spagna in concerto a San Ferdinando di Puglia il 29 agosto

    Ivana Spagna in concerto a San Ferdinando di Puglia il 29 agosto

    Sorda iride di Rocco Casillo, poesia e coraggio in un viaggio interiore che parla anche a Roma

    Sorda iride di Rocco Casillo, poesia e coraggio in un viaggio interiore che parla anche a Roma

    Taranto in versi: “Le sciueche d’u Mediterranie” di Amelia Ressa

    Taranto in versi: “Le sciueche d’u Mediterranie” di Amelia Ressa

  • Lifestyle
    • All
    • Arte
    • Enogastronomia
    • Libri
    • Mondo Hi-tech
    • Motori
    • Personaggi
    • Salute
    • Tendenze
    • Turismo

    Motociclisti nell’area espositiva dell’Eternal City Moto Show 2025

    Eternal City Moto Show 2026, la decima edizione arriva al Gazometro di Roma

    “Quei pois dell’anima”: il nuovo avvincente thriller milanese di Alessandra Trotta

    Motore Moto Guzzi nella nuova fabbrica di Mandello del Lario

    Moto Guzzi, la fabbrica del futuro nasce dove tutto ebbe inizio: Mandello si prepara alle GMG 2026

    Roma è la capitale dell’auto usata: perché il mercato di seconda mano non è mai andato così forte

    Roma è la capitale dell’auto usata: perché il mercato di seconda mano non è mai andato così forte

    Come mantenere una macchina nuova come il primo giorno: consigli per preservarne l’aspetto nel tempo

    Come mantenere una macchina nuova come il primo giorno: consigli per preservarne l’aspetto nel tempo

    Trending Tags

    • Moto Guzzi
    • Nissan
PaeseRoma
No Result
View All Result

L’Italia potrebbe liberarsi dal pericolo del debito estero

Si tratta di una possibilità che se bene preparata farebbe uscire l’ Italia dalle turbolenze finanziarie che periodicamente attentano l’ economia del nostro Paese

Alberto Zei by Alberto Zei
14 Novembre 2022
in Economia
0
L’Italia potrebbe liberarsi dal pericolo  del debito estero
37
VIEWS
CondividiCondividiCondividi

Una decisione da  prendere  –  Sarebbe ora il momento favorevole di uscire dalla vessazione debitoria nei confronti della  UE   nel caso probabile che, alla stregua di quanto avvenne nel passato,  la BCE intenda nel futuro non rinnovare alla scadenza le crescenti obbligazioni da capogiro assunte dall’Italia come debito sovrano; obbligazioni e altri titoli che hanno ormai raggiunto  complessivamente la cifra di oltre 2.700 miliardi. Evidentemente che se tutto procede senza strappi, si possa anche ulteriormente aumentare il debito pubblico. Ci sono infatti tutte le giustificazioni determinate dalla contingenza di una situazione a cui l’Italia deve far fronte anche per mantenere la pace sociale.   Vi è invece, vista l’altra faccia della medaglia,  la necessità sempre più pressante di non arrivare alla soglia del baratro debitorio,  sperando e sperando che le cose migliorino (come?).  Nell’interesse generale del Paese lo Stato dovrebbe  comprare il debito pubblico italiano internazionale, avendo la possibilità di farlo.

Questo soprattutto per scongiurare il pericolo sempre più incombente  di pesanti speculazioni sull’esposizione finanziaria  italiana all’estero.  Verrà subito in mente quando si parla, che a parole la soluzione del problema si trova sempre. Resta poi nella realtà dei fatti il modo corretto possibile e conveniente di applicare le buone intenzioni.  Questo è vero ma è altrettanto vero anche se molti pensano al contrario che l’Italia non ha soverchi problemi di sostenibilità del debito pubblico. Pertanto se gli italiani di oggi e di domani vorranno essere liberi e indipendenti dalle strettoie finanziari dei nostri creditori, così come chiaramente intendono adesso essere indipendenti dalle risorse energetiche, questo è il momento di iniziare a creare le premesse della trasformazione.  L’Italia si trova finora nelle favorevoli condizioni di poter far forza sulle proprie risorse patrimoniali per acquistare progressivamente il proprio debito internazionale, riducendo la ricorrente ritorsione finanziaria del famigerato  spread  che ogni volta  per una ragione o per un’altra la speculazione internazionale cogliendo il momento opportuno  interviene appesantendo il debito del nostro Paese.

Il disastro del 1992  – Si ricorda a proposito di rischi quando questi si trasformano in certezze che la speculazione internazionale come ad esempio quella rappresentata dall’attacco speculativo di Saros  pesantemente subito dall’Italia nel 1992, costrinse l’allora presidente del Consiglio, Amato,   ad un prelievo forzato del sei×mille sui conti correnti degli italiani. Ma questa azione di prelievo forzato non bastò. Soros è infatti avendo ricevuto informazioni che la Bundesbank non avrebbe sostenuto oltre la lira che aveva acquistato, vende lire allo scoperto acquistando con queste 10 miliardi di dollari. Poiché in questi casi la lira era considerata rispetto al dollaro moneta debole, la banca tedesca e le altre banche soprattutto europee furono costrette a convertire la valuta estera italiana in valuta nazionale per mantenere il cambio valutario al valore iniziale.                La lira perse immediatamente il 7% ma nei giorni successivi la perdita arrivò al 30%. A seguito di questo l’Italia fu costretta uscire dalla SME. Non è difficile immaginarsi il caos economico creato da quello finanziario  che sconvolse l’Italia in quegli anni. Dopo di che per rientrare il Presidente  del Consiglio pro tempore, Amato dovette ricorrere alla svalutazione della lira in  pari percentuale. L’operazione costò allo stato e alle tasche degli italiani quasi 95.000 miliardi di lire. A seguito di questa enorme speculazione che Soros mise in atto a danno dell’Italia lo Stato introdusse da allora l’imposta patrimoniale sulla casa, ora chiamata IMU.   Giova ricordare per le dovute considerazioni di carattere  che nel 2013 fu attribuito dal nostro Paese il premio letterario Terzani per la pubblicazione dello stesso Soros sulla instabilità finanziaria europea.

Non è certo Soros il primo caso né sarà questi  l’ultimo speculatore della posizione debitoria italiana. Si ricorda a tal proposito ancora per la crisi  finanziaria di cui fu protagonista l’Italia del 2011, quando lo spread salì a 575 punti con  colpo di grazia al governo in carica attraverso la  collocazione allo scoperto soprattutto da parte della Germania di titoli italiani per 7 miliardi di euro. Allora Lagarde era la Direttrice del fondo monetario internazionale mentre ora  è addirittura Presidente della BCE in luogo di Draghi.

Comprare il debito –  Facile a dirsi compriamo il debito pubblico. L’Italia dove prende i soldi per liberarsi dalla dipendenza finanziaria straniera? Giova comunque ripetere che non si tratta di una questione di principio sovranistico di carattere diciamo alla francese. Si tratta di una condizione importante necessaria così come in altro campo la stessa Francia si è liberata con l’energia nucleare dalla stretta dipendenza delle sostanze fossili.  L’Italia ha un patrimonio a cui far ricorso in caso di convenienza per gli interessi che fino adesso vengono devoluti all’estero che ammonta alla astronomica cifra 10 miliardi di miliardi di euro: in sintesi 10 trilioni di euro. Ora si deve tener conto che anche lo Stato mette all’asta i suoi debiti a fronte di interessi da corrispondere alle banche acquirenti  soprattutto europee. Ma il criterio adottato per le aste valutarie (e si ha  ragione di credere tuttora valido) è  quello di aggiudicare all’ offerente la minore percentuale di interessi per ogni spot.  Supponiamo che i lotti siano 4  per un certo ammontare di miliardi di euro. Il primo viene aggiudicato supponiamo al 2%; il secondo a 2,5%, il terzo; il terzo al 3,1% (la difficoltà di collocamento aumenta) e il quarto lotto restante al 4,2%. A questo punto l’interessi impegnati così prima definiti non rimangono tali. L’ Italia li adegua tutti e quattro al tasso di interesse più alto aggiudicato, ossia al 4,2%.    Ma è possibile non pensare che se questo meccanismo fosse proposto per la collocazione sul mercato del debito pubblico nazionale non vi sarebbero i anche i compratori privati che attraverso le loro banche avrebbero la garanzia di investire con interessi appetibili le loro giacenze improduttive, se non in perdita?   Fare invece affidamento sull’aiuto di Bruxelles, ovviamente con qualche reverente ringraziamento ufficiale per grazia ricevuta di una collocazione sul mercato con modalità di questo genere, dovrebbe presupporre che in caso di necessità, i conferimenti finanziari di Paesi europei anche meno ricchi del nostro possano e vogliano sostenere il nostro debito pubblico senza problemi.

Il prossimo Soros –  Per quanto tempo una situazione di tal genere potrà andare avanti aspettando il Soros delle occasioni favorevoli,  nelle quali ha ripetutamente ha dato prova irreversibile della sua pericolosità. Ma quando periodicamente in particolare nei momenti di crisi in cui maggiore sarebbe la disponibilità finanziaria erariale immediata, ecco che allora lo spread si alza raggiungendo valori speculativi sui quali come nel passato, la l’abbandono di una  Banca primaria  e la speculazione non si sono fatte attendere.

Non è certo Soros il primo caso né sarà questi  l’ultimo speculatore della posizione debitoria italiana. Si ricorda a tal proposito ancora per la crisi  finanziaria di cui fu protagonista Italia del 2011 quando lo spread salì a 575 punti con  colpo di grazia al governo in carica attraverso la  collocazione allo scoperto soprattutto da parte della Germania di titoli italiani per 7 miliardi di euro. Allora Lagarde era la Direttrice del fondo monetario internazionale mentre ora  è addirittura Presidente della BCE in luogo di Draghi.

Liberarsi dal debito –   Quanto detto  non significa rendere autonomo e sovranista un Paese in modo maggiore di quanto non sono Germania, Francia,  America ed altri stati del mondo occidentale, ma solo liberarsi da un debito soprattutto estero che ci soffoca quando potrebbe facilmente corrispondere all’ interesse degli italiani  sovvenzionare autonomamente almeno in parte capitali remunerativi altrimenti lasciati all’estero a fondo perduto. Il controvalore degli interessi complessivi che  l’Italia paga in un anno ammontano poco meno di 70 miliardi di euro. Si tratta di una bella cifra di cui un terzo  finisce all’estero senza alcuna possibilità valutaria di effetti positivi indotti sulla nostra economia mentre se rimanessero in Italia avrebbero un effetto moltiplicatore (Kaines)  di cinque o sei volte il valore nominale. Questo equivarrebbe ad avere progressivamente su mercato interno l’immissione di ben oltre 100 miliardi di euro.  Sarebbe quindi questo il momento opportuno di prendere in considerazione un’ipotesi di questo genere peraltro non inedita ma da perfezionare e attuare progressivamente. Quando un progetto è ben preparato supera già prima di iniziare, il 50% delle proprie intrinseche difficoltà.

 

Alberto Zei

Alberto Zei

Related Posts

Il Calciomercato, a Roma due giornate per guardare al futuro del calcio

Il Calciomercato, a Roma due giornate per guardare al futuro del calcio

5 Settembre 2026

Festival di Venezia, 83ª Edizione: “Breached”, quando l’incubo della rete diventa realtà

5 Settembre 2026
Napoli – Appalti Rfi, FAST CONFSAL Campania denuncia tagli alle ore lavorate e carichi aggiuntivi

Napoli – Appalti Rfi, FAST CONFSAL Campania denuncia tagli alle ore lavorate e carichi aggiuntivi

5 Settembre 2026
Miss Badante 2026. A Cariati il sociale diventa spettacolo.

Miss Badante 2026. A Cariati il sociale diventa spettacolo.

5 Settembre 2026
Next Post

“L'empatia colora la scuola di gioia”, il nuovo libro di Tiziana Vitanza per l'iniziativa nazionale #ioleggoperchè

Articoli recenti

  • Il Calciomercato, a Roma due giornate per guardare al futuro del calcio
  • Festival di Venezia, 83ª Edizione: “Breached”, quando l’incubo della rete diventa realtà
  • Napoli – Appalti Rfi, FAST CONFSAL Campania denuncia tagli alle ore lavorate e carichi aggiuntivi
  • Miss Badante 2026. A Cariati il sociale diventa spettacolo.
  • La medusa e il canguro
  • Meloni celebra record governo a Bari e lancia la sfida: “Il meglio deve ancora venire”
Facebook Twitter LinkedIn Youtube Telegram RSS

PAESEROMA.IT

Giornale partecipativo fondato e diretto da Michelangelo Letizia
(C)GRUPPO PUBBLIESSE/ FEDER-MESTIERI
redazione@paeseroma.it - +3906-98358157

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

No Result
View All Result
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
  • Lifestyle
  • Login

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

Login to your account below

Forgotten Password?

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornirti servizi e pubblicità in linea con le tue preferenze. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.