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Opera Tango Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla e Marc’Antonio e Cleopatra a Trieste

Al castello di San Giusto e di Miramare 2 tappe importanti del Piccolo Opera festival del Friuli Venezia Giulia

Daniela Paties Montagner by Daniela Paties Montagner
30 Giugno 2021
in Eventi
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In occasione della 14° edizione del Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia, on air sino al 18 luglio 2021, duplice ed attesissimo

appuntamento triestino che fa tappa nel capoluogo regionale con due importanti spettacoli: l’Opera tango Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla in calendario  il 3 luglio nel cortile al Castello di San Giusto e la Serenata barocca Marc’Antonio e Cleopatra prevista per il  5 luglio nel parco del Castello di Miramare, organizzati con il sostegno e il patrocinio del Comune di Trieste.  Come dichiarato dal direttore artistico Gabriele Ribis.:« Malgrado le problematiche legate alla pandemia, l’edizione del 2021 è ancora più ricca sia per numero di spettacoli che per le numerose location. Un programma che, nonostante tutto, non cessa di aprirsi sempre più alle collaborazioni internazionali, soprattutto quando costituiscono terreno di scambio culturale ed esperienza formativa. Questo è lo spirito che anima il progetto Piccolo Opera Festival, che vuole diventare sempre più spazio d’incontro borderless per la nuova creatività, come fondamenta su cui costruire un futuro condiviso».

3 e 5 luglio 2021 quindi due appuntamenti imperdibili.

L’Opera tango Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla, vuole essere un omaggio  al grande musicista e compositore argentino nel centenario della sua nascita. Astor Pantalèon Piazzolla ( Mar del Plata 1921 – Buenos Aires 1992) è stato uno dei più noti compositori e musicisti argentini e tra i più importanti del XX secolo. Realizzata dal Piccolo Opera Festival in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno e Glasbena Matica FJK, il 3 luglio alle 21.00  lo spettacolo andrà in scena all’aperto, nel cortile del Castello di San Giusto. Una serata  di  grande richiamo, e  non solo per i  melomani. La regia è di Alessio Pizzech, le scene e i costumi di Flavia Ruggeri. Con l’Ensemble Glasbena Matica FJK, si esibiranno i Solisti Arianna Manganello, Giacomo Medici, l’attore Gianluca Ferrato, sotto la direzione musicale di Igor Zobin. La prenotazione è obbligatoria.   La trama – Maria, nata in un sobborgo povero di Buenos Aires “un giorno che Dio era ubriaco”, è una giovane operaia di un’industria tessile. Irresistibilmente attratta dalla musica del tango ascoltata per strada sulla porta di un bar notturno, diventa una cantante di tango, ma finisce poi in una casa di tolleranza e lì muore, ancora molto giovane. In uno scenario alquanto surreale, la sua morte è decisa durante una messa nera tenuta da personaggi malfamati. La sua condanna a morte è anche una condanna all’inferno, e l’inferno è la città di Buenos Aires, dove vaga il suo spettro. La morte è anche il ritorno alla verginità, violata dal poeta folletto che la ingravida con la sua parola. Partorirà una bimba, di nome Maria, simbolo di ella stessa ma anche della città che rinasce ogni volta. Intorno a Maria si muovono El Cantor, un giovane scrittore, El Duende, il folletto, con un gruppo di pittoresche marionette sotto il suo controllo, vari personaggi dei sobborghi di Buenos Aires e degli psicanalisti, spettro della crisi argentina degli anni Sessanta con gli innumerevoli casi di nevrosi, disperazione e perdita della propria identità personale, civica e sociale. È il Duende, questa sorta di demone, che va sulla tomba di Maria e la fa rivivere costringendola di nuova alla stessa terribile vita che aveva lasciato, così come è un demone il Bandoneon, che seduce la poverina portandola nel campo del male per la seconda volta. Intorno si muovono ubriachi, assassini, ladri, prostitute e protettori.

Marc’Antonio e Cleopatra , il  5 luglio il parco del Castello di Miramare farà da suggestiva cornice alla Serenata barocca Marc’Antonio e Cleopatra di Johann Adolf Hasse. Lo spettacolo rientra nella sezione La verde musica, ovvero le apprezzate visite musicali a giardini e parchi storici, che il pubblico scopre assieme ai curatori del patrimonio o ai proprietari, realizzate in collaborazione con ERPAC e Accademia per l’Opera di Verona/Polo Nazionale Artistico. Subito dopo il debutto triestino, l’opera avrà un mini tour in Serbia con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Con la regia di Gabriele Ribis, Marc’Antonio e Cleopatra vede la partecipazione dell’Orchestra da camera Schlesinger della Città di Kragujevac (Serbia). Solisti sono Luan Goes e Cristina Mosca. Direttore al cembalo, il Maestro  Alberto Gaspardo. L’azione della serenata si svolge dopo la battaglia di Azio, dove Marc’Antonio e Cleopatra furono umiliati da Ottaviano, poi Cesare Augusto. L’attenzione è quindi sulle loro sconcertate reazioni a questo stato di cose, una sorta di esplorazione emotiva di “cosa facciamo adesso?” Cleopatra reagisce prima con rabbia, poi con rassegnazione e infine si rassegna.  L’appuntamento è alle 19.30 e in caso di maltempo lo spettacolo si terrà il 6 luglio.  La Prenotazione è  obbligatoria .

“ Quando la serenata di Johann Adolf Hasse fu rappresentata in una tenuta di campagna vicino a Napoli nel 1725, il pubblico d’élite non batté ciglio davanti al fatto che il ruolo di Cleopatra fosse impersonato dal soprano ventenne castrato Carlo Broschi, in arte Farinelli, e quello di Marc’Antonio dal contralto Vittoria Tesi. Entrambi i cantanti sarebbero presto diventati delle superstar. Assaporando la loro abilità vocale, Hasse appena italianizzato, creò una colonna sonora il cui fascino melodico e l’abile caratterizzazione – oltre al suo ultimo tributo adulatorio agli Asburgo al potere – ne fecero un successo immediato. In quel periodo Napoli era musicalmente in uno stato di mutamento: la città aveva bisogno di una nuova celebrità, qualcuno che potesse sostituire Handel come nuovo idolo straniero. La scelta cadde su un tedesco, Johann Adolf Hasse appunto, la sua carriera necessitava di un’importante inaugurazione, un’opera che dimostrasse la sua competenza e allo stesso tempo piacesse al pubblico. Marc’Antonio e Cleopatra si adattava perfettamente all’occasione. L’allestimento non era costoso, quindi il banchiere napoletano che aveva commissionato l’opera non fu rovinato finanziariamente, ma Hasse riuscì a convincere i cantanti di punta dell’epoca ad interpretarla”.

di  Daniela Paties Montagner

Per informazioni e prenotazioni – www.piccolofestival.org – info@piccolofestival.org

 

Daniela Paties Montagner

Daniela Paties Montagner

Laurea in Lingue e Letterature straniere con numerosi soggiorni di studio e lavoro all'estero. Giornalista  iscritta all'Albo ODG , tessera UNAGA e membro Direttivo ARGA FVG, USSI, GIST, Carte de Presse International-Fédération International des Journalistes,  Socia Effettiva del Club per l'UNESCO di Udine, Nobile del Ducato dei Vini Friulani, Media Relations, Media Planner

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