Fonte: AGI
Da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV torna a intervenire su due dei temi più delicati dell’attualità internazionale: le migrazioni e i conflitti armati. Nel corso di un incontro con i giornalisti, il Pontefice ha espresso una netta critica alla cosiddetta “remigrazione”, intesa come espulsione degli stranieri in quanto tali, definendola incompatibile con i principi cristiani.

“Semplicemente dire: noi mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana”, ha affermato il Papa, sottolineando come il fenomeno migratorio non possa essere affrontato attraverso soluzioni semplicistiche o generalizzazioni.
Leone XIV ha richiamato le riflessioni già espresse durante il recente viaggio nelle Canarie, invitando a guardare alle cause profonde che spingono milioni di persone a lasciare il proprio Paese. Guerre, violenze, instabilità politica e condizioni di sofferenza rappresentano, secondo il Pontefice, le principali ragioni alla base dei flussi migratori.
“Molte volte non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro Paesi”, ha osservato, ribadendo la necessità di valutare ogni situazione nella sua specificità e di mettere sempre al centro la dignità della persona umana. “Bisogna trattare con rispetto le persone come persone”, ha aggiunto, riaffermando uno dei principi cardine della dottrina sociale della Chiesa.
Nel corso della stessa conversazione, il Papa ha rivolto un nuovo appello alla comunità internazionale affinché prevalgano il dialogo e la diplomazia nella gestione delle crisi globali. “Chiedere la pace sempre”, ha dichiarato, indicando nelle negoziazioni lo strumento più efficace per prevenire escalation e favorire soluzioni durature.
Leone XIV ha accolto con favore anche gli sviluppi diplomatici delle ultime ore, facendo riferimento a un memorandum che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni. Pur riconoscendo che restano ancora diversi aspetti da definire, il Pontefice ha espresso soddisfazione per il fatto che le parti coinvolte continuino a confrontarsi al tavolo delle trattative.
“È sempre meglio procedere con il dialogo, con negoziazioni”, ha sottolineato, manifestando la speranza che si possa giungere a una soluzione concreta e alla conclusione delle ostilità.
Infine, il Santo Padre ha allargato lo sguardo alle grandi sfide della comunità internazionale, richiamando l’urgenza del disarmo nucleare e della costruzione di un ordine mondiale fondato sulla cooperazione e sulla solidarietà. I conflitti, ha ricordato, non producono soltanto vittime e distruzioni, ma generano profonde conseguenze economiche e sociali che colpiscono soprattutto le popolazioni più vulnerabili.
Per questo motivo, ha concluso Leone XIV, la pace non può essere considerata soltanto come assenza di guerra, ma deve essere accompagnata da un impegno concreto per la giustizia, lo sviluppo e il rispetto della dignità di tutti i popoli.
















