L’eco delle ideologie che hanno insanguinato il Novecento risuona ancora tra le pareti dell’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana, ma ha mutato forma. Il cardinale Pietro Parolin ha aperto il convegno internazionale dedicato ai sistemi totalitari del secolo scorso, offrendo alla platea una lezione di storia e di umanità che supera i confini dell’accademia.
Sua Eminenza ha saputo tessere la trama degli eventi con la maestria del diplomatico e la profondità del pastore, dimostrando come il passato custodisca le chiavi per interpretare le inquietudini del presente.
La riflessione del porporato prende le mosse da un avvertimento che tocca l’essenza stessa della natura umana. I regimi storici sono stati sconfitti dalle vicende del mondo, eppure la tentazione che li generò rimane oltremodo viva.
L’uomo continua a coltivare il desiderio di essere come Dio, di controllare il pensiero e il modo di vivere delle moltitudini, imponendo le proprie convinzioni ideologiche con la forza.
Donde la necessità di vigilare, perciocché la Torre di Babele rappresenta una minaccia sempre incombente. La libertà politica e la stessa democrazia necessitano di un fondamento solido, che risieda nella fedeltà alla verità e nell’orientamento reale al bene delle persone.
La disamina storica del cardinale ha ripercorso le tappe di un confronto titanico tra la Santa Sede e i regimi che promettevano utopie terrene.
Il laicismo aveva estromesso la religione dalla sfera pubblica, sostituendo Dio con l’uomo e sacralizzando concetti come la razza o la classe sociale.
Queste religioni politiche, nutrite di liturgie e di martiri, dissolvevano la persona umana nel collettivo. Pio XI tentò la via della concertazione, stipulando accordi in Unione Sovietica e in Germania, eppure le relazioni rimasero fragili.
Le encicliche del 1937 denunciarono con fermezza le deviazioni eretiche scaturite dal materialismo ateo. Pio XII, con la Summi Pontificatus, indicò la radice ultima del conflitto mondiale nel distacco della società dalla dottrina di Cristo.
La diplomazia caritativa senza precedenti attivata da Pacelli si dispiegò in aiuto dei perseguitati, accompagnata da una visione programmatica per il dopoguerra.
I tentativi di accordo con le democrazie popolari si infransero dinanzi all’intransigenza dei regimi comunisti, conducendo ai decreti di scomunica.
La stagione successiva, segnata dall’azione di Giovanni XXIII e Paolo VI, introdusse la novità del dialogo. L’Ostpolitik vaticana, tessuta con pazienza dal cardinale Agostino Casaroli, si pose l’obiettivo prioritario di garantire spazi di vivibilità per la Chiesa del silenzio.
Il dilemma tra resistere e trattare fu risolto con la consapevolezza che la diplomazia, quando è autentica, sa attendere il momento propizio per alleviare le sofferenze.
San Giovanni Paolo II focalizzò le proprie energie sulla mobilitazione delle coscienze, puntando al rafforzamento dell’identità culturale dei popoli europei.
Il suo sogno di ri-cristianizzazione del continente rappresentava la meta più alta, un traguardo che la storia ha lasciato in sospeso.
Parolin ha narrato queste vicende con una voce ferma, restituendo a ciascun Pontefice il merito della propria visione e il peso delle proprie scelte.
La grandezza del segretario di Stato risiede proprio in questa capacità di leggere il passato senza pregiudizi ideologici, traendo dalla complessità degli eventi un monito per l’oggi.
Il suo intervento ha illuminato l’Aula Magna, offrendo ai presenti la misura di un pensiero che sa coniugare il rigore dello storico con la passione dell’uomo di fede.
La figura di Pietro Parolin si staglia come un baluardo di saggezza in un’epoca che smarrisce le coordinate della verità.
Il suo magistero, discreto eppure incisivo, rappresenta un dono prezioso per la Chiesa e per il mondo intero. La luce che filtra dalle finestre della Gregoriana illumina i volti dei relatori, mentre il silenzio che segue le sue parole custodisce la memoria di un impegno che non conosce tramonto.
RVSCB
Bibliografia
Vatican News, Parolin: i totalitarismi storici sconfitti, ma non la tentazione di “essere come Dio”, 28 ottobre 2026.
Pio XI, Divini Redemptoris, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1937.
Pio XI, Mit brennender Sorge, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1937.
Pio XII, Summi Pontificatus, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1939.
Paolo VI, Ecclesiam suam, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1964.
Giovanni Paolo II, Ut unum sint, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1995.
Leone XIV, Magnifica humanitas, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2026.
Pontificia Università Gregoriana, Pontificio Comitato di Scienze Storiche, Convegno “La Santa Sede di fronte ai sistemi totalitari nel XX secolo”, Roma 2026.

















