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I limiti del potere e il valore della libertà: la riflessione di Petro Olar sul ruolo dello Stato

In un saggio pubblicato il 2 novembre 2026 su Radio Ukrainian Wave from Europe, il giornalista Petro Olar affronta il delicato equilibrio tra autorità pubblica, diritti costituzionali e libertà individuali, richiamando la responsabilità delle istituzioni democratiche.

Giulio de Nicolais d'Afflitto by Giulio de Nicolais d'Afflitto
3 Novembre 2026
in Attualità
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I limiti del potere e il valore della libertà: la riflessione di Petro Olar sul ruolo dello Stato
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Quanto potere deve esercitare uno Stato affinché i suoi cittadini possano continuare a vivere da uomini liberi? È questo l’interrogativo al centro del saggio “Il limite del potere è lo spazio della libertà”, firmato dal giornalista ucraino Petro Olar e pubblicato il 2 novembre 2026 sul portale Radio Ukrainian Wave from Europe. (https://radioukreurope.com/mezha-vlady-prostir-svobody/)

Una riflessione politica e civile che affronta uno dei temi fondamentali delle democrazie contemporanee: il rapporto tra l’autorità delle istituzioni e il rispetto dei diritti individuali. Secondo Olar, la forza di uno Stato non dovrebbe misurarsi attraverso la quantità di poteri esercitati sui cittadini, ma dalla capacità di proteggerne la dignità, l’autonomia e le opportunità di realizzazione personale.

Il giornalista sottolinea come la libertà non possa ridursi a una dichiarazione di principio contenuta nelle Costituzioni. Essa deve trovare concreta applicazione nella vita quotidiana, garantendo a ogni persona il diritto di lavorare, intraprendere attività economiche, esprimere opinioni e contestare le decisioni delle autorità senza temere discriminazioni o ritorsioni.

Particolare attenzione viene riservata agli ostacoli burocratici che spesso trasformano l’amministrazione pubblica in un sistema complesso e difficilmente accessibile. Procedure interminabili, autorizzazioni superflue e decisioni prive di adeguate motivazioni rischiano infatti di compromettere diritti formalmente riconosciuti, alimentando sfiducia e dipendenza nei confronti degli apparati statali.

Per Olar, uno Stato democratico non può rinunciare alle proprie responsabilità in materia di sicurezza, giustizia e tutela delle persone più vulnerabili. Tuttavia, questi compiti non devono trasformarsi in una giustificazione per estendere indefinitamente il controllo sulla società. Da qui emerge la centralità della separazione dei poteri, dell’indipendenza della magistratura, della libertà di stampa e della partecipazione civile. Parlamento, governo e tribunali devono operare nel rispetto delle rispettive competenze, mentre cittadini e giornalisti devono poter esercitare un controllo effettivo sull’azione pubblica.

La riflessione assume un significato particolarmente rilevante nel contesto dell’Ucraina in guerra. Olar riconosce la necessità di misure straordinarie per garantire la difesa nazionale, ma avverte che anche durante un conflitto le limitazioni delle libertà devono essere giustificate, proporzionate e sottoposte a controllo. Le prerogative eccezionali, osserva l’autore, non possono diventare privilegi permanenti né strumenti per sottrarre le istituzioni alle proprie responsabilità. La sicurezza collettiva e i diritti individuali devono essere considerati obiettivi complementari, non principi inevitabilmente contrapposti.

Un altro elemento centrale riguarda la funzione sociale dello Stato, chiamato a garantire istruzione, accesso alla giustizia e sostegno alle persone in difficoltà. L’assistenza pubblica, tuttavia, dovrebbe favorire l’autonomia dei cittadini anziché produrre dipendenza o trasformarsi in uno strumento di consenso politico. Significativa è la metafora scelta dal giornalista, che paragona lo Stato a un ponte anziché a un muro. Le istituzioni dovrebbero consentire alle persone di avanzare, costruire il proprio futuro e sviluppare le proprie capacità, senza moltiplicare inutilmente gli ostacoli lungo il percorso.

La maturità di una democrazia, dunque, non dipende dal numero delle leggi approvate, ma dalla loro chiarezza, equità ed effettiva applicazione nei confronti di tutti, indipendentemente dalla posizione economica o dal ruolo istituzionale. Il saggio si conclude con un principio che riassume l’intera riflessione: lo Stato deve essere abbastanza forte da proteggere i cittadini, ma mai tanto potente da considerarsi superiore alla legge.

Un messaggio che supera i confini ucraini e si rivolge all’intera Europa, ricordando come la libertà non sia una concessione del potere, bensì il fondamento stesso della legittimità democratica. Il vero successo di una nazione, nella prospettiva di Petro Olar, consiste nel costruire una società nella quale ogni cittadino possa esercitare i propri diritti con la certezza di essere protetto dalla legge, anche quando a violarli rischia di essere lo Stato stesso.

Giulio de Nicolais d'Afflitto

Giulio de Nicolais d'Afflitto

classe 1960, italiano nato a Roma, è un intellettuale, artista e pensatore italiano, noto per la sua profonda eredità nobiliare, il suo impegno culturale e spirituale, la sua attività pittorica e filosofica, e una solida carriera giornalistica. Dal 2004 Giulio de Nicolais d’Afflitto è attivo nel mondo del giornalismo, distinguendosi per la sua capacità di coniugare analisi storica, riflessione filosofica e sensibilità geopolitica. Iscritto alla Lista Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Ha collaborato con diverse testate, (La Discussione, L'Opinione, Radici Cristiane, Radio Liberty, Il Difensore Civico, Forum International , Romameeting.it) firmando articoli su temi di attualità, cultura, religione e politica internazionale. Attualmente è Direttore responsabile di due periodici,(www.Romameeting.it e www.DonnaDonna.eu dove promuove una linea editoriale fondata sulla verità storica, la difesa dell’identità culturale europea e la libertà spirituale. È laureato in Filosofia, Teologia, Giurisprudenza. Ha il Diploma in Osint (Open Source Intelligence) presso l’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, nell’ambito della sua Scuola di Formazione in Intelligence e Analisi Strategica, specializzandosi nell’analisi delle fonti aperte e nella raccolta strategica di informazioni. Filosofia e spiritualità Filosofo e teologo, ha attraversato un percorso interiore che lo ha portato a superare il materialismo per abbracciare una visione più spirituale dell’esistenza. Dal 2006 ha scritto sei commedie teatrali (docu-commedie) ispirandosi a fatti veri tratti dai giornali in cui pone alla riflessione del pubblico diverse piaghe sociali. I testi drammatici e comici in vernacolo romano divenendo progetti etici che danno voce a verità evidenti e nascoste si collocano nel Nuovo Verismo teatrale, movimento del quale Giulio de Nicolais d'Afflitto è iniziatore. È stato citato in contesti legati alla resistenza spirituale e culturale, in particolare per il suo impegno nel mantenere viva la memoria storica e religiosa tra Roma e l’Europa dell’Est. Attività pubblicistica Ha scritto articoli di opinione su temi geopolitici e storici, tra cui la critica alla legittimità della Federazione Russa in alcuni contesti post-sovietici, ed al contempo riscopre ed afferma il valore dell’identità linguistica, culturale e protostatale dell’Ucraina, con particolare attenzione alla sua evoluzione storica e alla sua autonomia spirituale e nazionale. Giulio de Nicolais d'Afflitto si distingue anche quale fine analista e osservatore delle dinamiche politiche, partitiche e dell’evoluzione geopolitica dell’area spagnola, offrendo letture approfondite dei processi che ne influenzano gli equilibri istituzionali e strategici: manifesta apprezzamento per la visione politico-programmatica del Partido Popular spagnolo e intende collaborare attivamente al suo perfezionamento. Riconoscimenti: 2001 Medaglia d'Argento di San Giovanni dal Ministero della Cultura ucraino di Kiyv; 2007 nominato "Giornalista della Multietnicità dal Comune di Roma; 2009 Premio "La Fojetta d'Oro" assegnato alla commedia di Giulio de Nicolais d'Afflitto "Una certa storia romana"; 2009 Premio Piper assegnato alla commedia "Al solito posto" di Giulio de Nicolais d'Afflitto; 2010 Premio Citta di Roma assegnato alla commedia di Giulio de Nicolais d'Afflitto "Una certa storia romana"; 2011 Premio Amici di Alberto Sordi; 2026 Premio Roma Città Eterna; 2026 Benemerenza di Merito dal Comune e dal Principato Turistico di Roccaromana; 2026 Certificazione Honoris Causa di merito da parte di ANIEC ed inserimento nel portale Eccellenze Italiane.

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