Se i casinò oggi sono così conosciuti è merito del cinema. Gli elementi fondanti come lo spin di una roulette, le fiches sul tavolo, il provare a contare le carte sono elementi familiari a molti, anche senza essere mai entrati in un casinò.
Per decenni questi luoghi sono sembrati un mondo a parte, all’intersezione tra eleganza, rischio e spettacolo. L’avvento del digitale ha cambiato tutto. Gli schermi dei computer e degli smartphone hanno sostituito i tavoli verdi, la leva meccanica che ha reso famose le slot è un vecchio ricordo. Persino il dealer oggi può lavorare in live streaming.
L’immaginario, così come il modo di giocare, è dunque cambiato.
Il casinò raccontato dal cinema
Cinema e casinò sono indissolubilmente legati, al di là della semplice ambientazione. Hollywood, infatti, ha attinto a piene mani da blackjack, roulette, slot e quant’altro, rendendoli strumenti narrativi.
Un esempio lampante è James Bond, che dimostra freddezza, capacità di osservazione e controllo proprio tramite scene ambientate nei casinò.
Il filone di Ocean’s Eleven non ha fatto altro che sottolineare questo meccanismo. I grandi casinò di Las Vegas fungono da sfondo, con le loro sale sterminate, luci sempre accese e sistemi di sicurezza che sono un punto cruciale della trama.
Ciò ha dato vita a un risultato curioso. L’idea di casinò per il pubblico deriva più dai film che da esperienze personali. Il linguaggio visivo di fiches, smoking, carte e cocktail è quindi di facile comprensione.
Da Monte Carlo a Las Vegas: due modi diversi di costruire un mito
Le città sono state parte dell’equazione. Monte Carlo ci consegna un’immagine aristocratica ed elegante, caratterizzata da supercar, ma anche dall’acqua Bertier di fantozziana memoria.
Las Vegas, al contrario, offre tutt’altro, in termini di immaginazione: resort, spettacoli, luci e architetture pensate per stupire. Il gioco fa parte di tutto ciò.
Socialità e spettacolo sono sempre stati al centro dei casinò fisici. Il giocatore non si limitava a sedersi ad un tavolo tutta la notte. Questa dimensione ha contribuito a rendere l’ambiente del casinò un luogo adatto a trame di cinema e letteratura.
Le slot raccontano bene il cambiamento
Le slot machine sono la cartina da tornasole di questo cambiamento. Le macchinette fisiche che si trovavano nei bar erano semplici, con una riconoscibilissima leva metallica e i rulli. I simboli passati alla storia sono campane, fragole, ciliegie, il simbolo BAR e il numero /
La migrazione verso il digitale ha cambiato tutto. La leva è sparita, i rulli sono stati sostituiti da animazioni, e i simboli tradizionali sono stati affiancati, o anch’essi sostituiti, da personaggi vari, con la comparsa di slot a tema.
Perciò, due forme di intrattenimento che erano lontane hanno finito per usare linguaggi simili.
Il casinò entra nello smartphone
Il luogo fisico, però, rappresenta il cambiamento più radicale. Non è più necessario uscire di casa, se si intende giocare.
In Italia, soprattutto, il mercato regolamentato ha permesso a diversi operatori, come NetBet Casinò di trasferire slot, giochi da tavolo e scommesse sportive su siti sicuri, accessibili tramite browser o dispositivi mobili, come smartphone e tablet. Così, il concetto di sala è stato sostituito da lobby digitali onnicomprensive.
Il casinò fisico era limitato da uno spazio preciso. In caso di casinò online, invece, non è più necessario recarsi in un luogo pubblico.
Ciò ha fatto cambiare anche il modo di pensare l’esperienza di gioco. Si è passati da edifici in cui era tenuta in considerazione l’architettura, l’illuminazione, la disposizione dei tavoli e dei giochi, a interfacce digitali, che hanno regole totalmente diverse.
Il ritorno del volto umano con il live casino
Qui, però, è sorto un paradosso. Prima si è andati verso una completa digitalizzazione, eliminando l’elemento umano da roulette e giochi di carte. Successivamente, il settore ha reintrodotto le persone reali, ideando il casinò live.
Così, si è tornati verso un’esperienza più umana e sociale, anche se il giocatore continua a seguire tutto da dietro uno schermo. Ci sono trasmissioni live da uno studio e si può interagire sia con il croupier che con gli altri utenti.
Siamo di fronte ad un incontro tra i due mondi a lungo rimasti separati e, in un certo senso, concorrenti.
Il live casino cerca di recuperare alcuni elementi visivi e rituali delle sale tradizionali senza rinunciare all’accesso da computer o telefono. Anche per questo scenografie, illuminazione e conduzione hanno assunto un peso crescente.
Il risultato assomiglia talvolta più a una produzione televisiva che a un semplice software.
Gaming e gambling utilizzano sempre più lo stesso linguaggio
C’è un’altra trasformazione che si può notare, guardando alle moderne interfacce. I giochi del casinò sono diversi dai videogames, dato che nei primi può intervenire anche uno scambio di denaro. Però, il linguaggio visivo di queste due forme di intrattenimento è oramai sovrapponibile.
Cut scene, animazioni, effetti sonori e interfacce responsive si possono trovare in tanti nel gaming quanto nel gambling. Il design, capace di raccontare una storia, ha assunto un ruolo centrale.
Oggi abbiamo slot che possono comprendere personaggi e ambientazioni che fino a 25 anni fa erano impensabili. Ciò non cancella una diversità importante: come detto, se c’è una puntata di denaro, c’è un vero rischio economico.
Un’icona che continua a cambiare
Non siamo di fronte al tramonto dell’immaginario cinematografico legato ai casinò, che continua ad esistere in film, fotografie di Las Vegas, Venezia e Monte Carlo.
Si sorgendo, però, anche un altro tipo di immaginario, legato alle lobby digitali, dirette streaming, giochi pensati per gli schermi più piccoli di smartphone e tablet. Siamo arrivati agli swipe, partendo dalla leva meccanica.
Probabilmente il motivo per cui il casinò è così riconoscibile nella cultura pop è proprio questa sua capacità di trasformarsi in base ale esigenze del tempo. Sono cambiati gli strumenti e come accedere, ma le meccaniche dei giochi rimangono le stesse.
C’è una differenza da non tralasciare. Al contrario di popolari film come 21, nel mondo reale il gioco d’azzardo non è una scorciatoia verso il successo. Nel nostro Paese possono giocare solo i maggiori di 18 anni, c’è una regolamentazione ferrea e c’è sempre il rischio di perdere. Lo spettacolo attiene all’immaginario, ma la dimensione economica è molto concreta.



















