New York ha ascoltato la voce della Santa Sede per la seconda volta in due giorni, e questa volta il tema era il più spinoso che la diplomazia internazionale conosca. Dopo l’intervento dedicato all’intelligenza artificiale, il cardinale Pietro Parolin ha partecipato alla riunione ministeriale della Global Alliance for the Implementation of the Two-State Solution, e ha ribadito la posizione vaticana con la chiarezza di chi sa che su questa materia non esistono scorciatoie.
“La soluzione dei due Stati, basata su confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale, è l’unico percorso praticabile ed equo verso una pace giusta e duratura”, ha detto il segretario di Stato.
Una formula che il Vaticano ripete da decenni, e che oggi suona come un monito in un contesto internazionale che ha smarrito la capacità di tradurre le parole in fatti.
Parolin ha poi aggiunto un passaggio che riguarda direttamente il popolo palestinese. La Santa Sede sostiene i suoi diritti inalienabili, compreso il diritto all’autodeterminazione, e la sua legittima aspirazione a vivere in uno Stato indipendente e sovrano, dove la libertà e la dignità siano garantite.
Queste parole non sono un gesto di cortesia diplomatica. Sono la conferma di una linea che la Santa Sede ha tenuto con coerenza anche nei momenti più difficili, quando il consenso internazionale si spostava altrove e quando la pressione di alcuni governi rendeva scomoda ogni presa di posizione.
L’iniziativa della Global Alliance rappresenta il tentativo di rilanciare un percorso che molti consideravano ormai sepolto. Dopo il 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita, la prospettiva dei due Stati è stata dichiarata impraticabile da più parti.
Israele ha respinto l’ipotesi con fermezza crescente, e la comunità internazionale si è divisa tra chi continua a ripetere la formula senza crederci e chi ha scelto di guardare altrove. In questo scenario, la voce del cardinale Parolin assume un significato che va oltre le parole pronunciate.
La Santa Sede non ha potere militare né leva economica. La sua forza risiede nella coerenza morale e nella capacità di parlare a tutte le parti senza essere sospettata di doppi fini.
Il Vaticano parla con Israele e con l’Autorità palestinese, e mantiene canali aperti con i principali attori regionali.
Questa posizione unica gli permette di dire cose che altri non possono dire, e di farlo con la credibilità di chi non ha nulla da guadagnare se non la pace.
Il porporato ha parlato anche di confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale. È un’espressione che pesa come un macigno, perché tocca il nodo di Gerusalemme e le frontiere che dividono le parti da decenni.
Il cardinale lo sa, eppure ha scelto di ripetere la formula, perché il suo compito non è quello di trovare soluzioni tecniche ma di indicare il principio che le rende possibili.
La diplomazia vaticana non si misura in risultati immediati.
Si misura nella capacità di mantenere aperta una porta che molti vorrebbero chiudere, e nel coraggio di ricordare ai potenti che esistono diritti che non si negoziano.
Il cardinale Parolin, a New York, ha fatto esattamente questo.
Ha portato la voce di un popolo che non ha voce, e lo ha fatto nel consesso che dovrebbe rappresentare le nazioni unite.
Alla fine della giornata, mentre i corridoi dell’ONU tornavano silenziosi, le parole del cardinale restavano sospese nell’aria.
Nessuna firma, nessun comunicato. Solo la voce di un uomo che aveva detto ciò che andava detto, e che aspettava che il mondo decidesse di ascoltare.
RVSCB
Bibliografia
Vatican News, Parolin alla Global Alliance: la soluzione dei due Stati è l’unico percorso praticabile ed equo, 25 settembre 2026.
Vatican News, Parolin all’ONU: l’IA al servizio dello sviluppo umano integrale, 23 settembre 2026.
Vatican News, Parolin: il dialogo oggi sostituito dalla forza, tutelare i diritti minacciati da ideologie, 4 agosto 2026.
Osservatore Romano, Il cardinale Parolin alla riunione ministeriale della Global Alliance, 25 settembre 2026.
Santa Sede, Intervento del cardinale Pietro Parolin alla Global Alliance for the Implementation of the Two-State Solution, Segreteria di Stato, Città del Vaticano 2026.
United Nations, Ministerial Meeting of the Global Alliance for the Implementation of the Two-State Solution, UNGA81, New York 2026.



















