Fonte ADNkronos
Secondo Pregliasco, nei primi mesi del 2026 le segnalazioni di morbillo sono aumentate nettamente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A preoccupare è anche la distribuzione dei casi: non riguarda soltanto i bambini, ma coinvolge in misura significativa adolescenti e giovani adulti. In particolare, il virologo richiama l’attenzione su una generazione di adulti che spesso non conosce con precisione la propria storia vaccinale: c’è chi può aver ricevuto una sola dose, chi non ricorda se sia stato vaccinato e chi non sa se abbia già avuto la malattia.
Il messaggio, sottolinea Pregliasco, deve essere chiaro: controllare il libretto vaccinale. Per una protezione adeguata servono due dosi. Se non risultano effettuate, o se permangono dubbi, è opportuno verificare con il proprio medico o con i servizi vaccinali se sia necessario recuperarle.
Il morbillo è tra i virus più contagiosi conosciuti. In una popolazione non protetta, una singola persona infetta può trasmettere il virus a molte altre. Per questo, anche piccoli gruppi di persone non vaccinate possono favorire la circolazione dell’infezione e dare origine a focolai. “Non dobbiamo aspettare che il numero dei casi diventi ancora più alto”, avverte Pregliasco.
Il punto, spiega il virologo, non è la mancanza di strumenti di prevenzione. Il vaccino è disponibile ed è estremamente efficace. La vera sfida è raggiungere chi non è ancora adeguatamente protetto e recuperare le vaccinazioni mancanti.
Pregliasco ricorda inoltre che il morbillo può provocare complicanze importanti, soprattutto negli adulti, nei bambini più piccoli e nelle persone fragili. Tra le conseguenze possibili ci sono polmonite, otite, diarrea grave e, più raramente, encefalite. Il virus può anche causare una temporanea perdita di parte della memoria immunitaria acquisita contro altri agenti infettivi, un fenomeno noto come “amnesia immunitaria”.
Per questo, secondo l’esperto, il recupero delle vaccinazioni non dovrebbe riguardare soltanto i bambini, ma anche adolescenti e giovani adulti. Quando ricompare una malattia prevenibile con il vaccino, aggiunge Pregliasco, non bisogna limitarsi a contare i casi, ma chiedersi quante persone suscettibili siano ancora presenti nella popolazione.
Le coperture vaccinali, conclude il virologo, non sono un semplice dato burocratico: rappresentano una barriera collettiva che protegge soprattutto i più fragili. La risposta non deve essere l’allarmismo, ma il controllo dello stato vaccinale, il completamento delle due dosi quando necessario e un intervento rapido intorno ai nuovi casi. Il morbillo, osserva Pregliasco, potrebbe essere controllato quasi completamente: se torna a circolare, non è perché manca uno strumento di prevenzione, ma perché troppe persone non lo hanno ancora utilizzato.



















