Increscioso episodio a Roma nel parco Don Cadmo Biavati a Centocelle alle giocatrici dell’ASD Borgata Gordiani durante un allenamento: una violenta aggressione verbale con lancio di bottiglie e una minaccia eloquente: “Se non ve ne andate dal campo vi spariamo”.
Le ragazze erano arrivate al parco, che si estende da viale Palmiro Togliatti a viale della Primavera, fino al 2008 chiamato Forte Prenestino, per svolgere una seduta di allenamento stando l’indisponibilità del Parco Gordiani. Ma mai si sarebbero aspettate di ricevere insulti e minacce dopo che le luci si sono spente all’improvviso.
Dura presa di posizione dell’europarlamentare Carolina Morace del M5S, Gruppo The Left al Parlamento Europeo, ex calciatrice e c.t. della Nazionale Italiana e dell’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi.
“Minacciate di morte perché volevano giocare a calcio: noi non le lasciamo sole – puntualizza l’eurodeputata Carolina Morace, icona del calcio italiano e internazionale- qualche settimana fa Virginia Raggi ha portato alla mia attenzione un episodio gravissimo, avvenuto a Roma, che riguarda le calciatrici dell’ASD Borgata Gordiani. Durante un allenamento nel parco pubblico Don Cadmo Biavati, le ragazze sono state costrette ad allontanarsi dopo che qualcuno aveva spento le luci, lanciato bottiglie e pronunciato minacce di morte. Una vicenda inaccettabile, che pone una questione molto più ampia: nessuna donna dovrebbe avere paura di frequentare uno spazio pubblico, tantomeno di praticare lo sport che ama. Per questo abbiamo deciso di intervenire su due fronti istituzionali. Virginia ha depositato un’interrogazione in Campidoglio per capire, tra le altre cose, se il Campidoglio stesso e/o il Municipio abbiano adottato iniziative volte a tutelare la sicurezza delle ragazze e delle donne che decidono di frequentare spazi pubblici anche in orari serali. Io, invece, ho chiesto alla Commissione europea chiesto quali iniziative intenda adottare per garantire alle donne la possibilità di praticare sport in sicurezza; se disponga di dati sull’impatto di minacce e violenze sulla partecipazione sportiva femminile; e come intenda sostenere, anche attraverso i finanziamenti europei, le associazioni sportive e le amministrazioni locali impegnate su questo fronte. Nessuna minaccia deve poter decidere chi ha il diritto di scendere in campo”.
















