15 ottobre 2026 – Festa del Cinema di Roma, il red carpet si è tinto dei colori Marvel per la presentazione ufficiale di VisionQuest, la nuova attesissima serie firmata Marvel Television in arrivo su Disney+. Sul tappeto rosso, accanto ai poster autografati, abbiamo incontrato i due protagonisti della serie: Paul Bettany e la giovane rivelazione Ruharidh Mollica.
In questa intervista doppia, gli attori ci svelano retroscena, emozioni e le sfide di questo nuovo capitolo nell’Universo Cinematografico Marvel.
Sinossi e Trama Principale
Dopo gli eventi di WandaVision, il nuovo Visione Bianco (Paul Bettany) si è sottratto a chi cercava di utilizzarlo come un’arma ed è vissuto nella clandestinità. Pur avendo recuperato i suoi ricordi, Visione ha perso la sua connessione emotiva e l’umanità che possedeva un tempo.
Per trovare nuove risposte e comprendere la propria identità, Visione inizia a consultare le personalità delle intelligenze artificiali integrate nella sua programmazione. Tra queste riemerge inaspettatamente la presenza di Ultron (James Spader), che si annida nella mente del sintetoide agendo come una sorta di controversa “guida” o coscienza interiore.
Gli Elementi Chiave del Racconto
La Fuga e la Taglia: La tranquilla esistenza di Visione si interrompe quando sulla sua testa viene messa un’ingente taglia, trasformandolo in un fuggitivo braccato da mercenari e minacce cibernetiche.
L’Incontro con Tommy: Durante la sua fuga, si unisce a lui Thomas “Tommy” Shepherd (Ruharidh Mollica), un misterioso ragazzo dotato di super-velocità che si rivelerà essere la reincarnazione di uno dei due figli avuti con Wanda Maximoff (Speed).
Dinamica Padre-Figlio ed Esistenziale: La serie esplora un viaggio on-the-road in cui Visione cercherà di proteggere e legare con Tommy, mentre cerca di difendersi dalle interferenze psicologiche di Ultron e da cacciatori di taglie (come l’assassina android “Butcherbird”).
Intervista a Paul Bettany e Ruharidh Mollica
D: Paul, ritroviamo il tuo personaggio dopo gli eventi di WandaVision. Chi è “Visione Bianco” all’inizio di questa nuova avventura?
Paul Bettany: «In WandaVision abbiamo lasciato un essere che aveva memoria di ciò che era stato, ma nessuna connessione emotiva con quei ricordi. VisionQuest parla proprio di questo: che cosa ci rende davvero umani? È la memoria, o sono i sentimenti che le leghiamo? Ritrovare la propria identità da zero è una sfida complessa, quasi filosofica, ed è stato entusiasmante esplorare questo lato più intimo e vulnerabile del personaggio.»
D: Ruharidh, entrare nell’Universo Marvel al fianco di un veterano come Paul Bettany deve essere stata un’esperienza incredibile. Come ti sei preparato per il tuo ruolo?
Ruharidh Mollica: «È stato un sogno che si realizza. Il primo giorno sul set ero tesissimo, ma Paul mi ha accolto a braccia aperte. Il mio personaggio si trova ad incrociare il cammino di Visione in un momento di grande smarrimento per entrambi. Lavorare sulla dinamica tra due generazioni e due modi diversi di guardare al mondo è stato il cuore del nostro lavoro insieme.»
D: Dal poster emerge un’atmosfera molto particolare, quasi “retrò” ma con elementi visivi cibernetici e misteriosi. Che tono dobbiamo aspettarci dalla serie?
Paul Bettany: «Dai creatori di WandaVision e Agatha All Along, non potevate aspettarvi qualcosa di banale! La serie gioca con stili visivi differenti e atmosfere psicologiche molto profonde. C’è mistero, c’è azione, ma soprattutto c’è un grande approfondimento psicologico.»
Ruharidh Mollica: «Sì, l’aspetto visivo è davvero spettacolare. Il pubblico vedrà accostamenti visivi molto forti tra il passato e la tecnologia del futuro. Ogni episodio aggiunge un tassello a questo enigma.»
D: Cosa sperate che il pubblico si porti a casa dopo aver visto VisionQuest?
Paul Bettany: «Spero che le persone si emozionino per la ricerca dell’empatia e delle connessioni umane, che sono il vero motore di tutta la storia.»
Ruharidh Mollica: «Assolutamente. Che si tratti di sintetoidi o di esseri umani, alla fine tutti cerchiamo la stessa cosa: un posto nel mondo e qualcuno con cui condividerlo.»
Anna Rita Santoro
















