FONTE ADNkronos
Trucchi per il viso, glitter, effetti speciali e maschere possono nascondere rischi per la salute della pelle, soprattutto quando si utilizzano prodotti contraffatti o non conformi alle norme. A lanciare l’allarme, in vista di Halloween, è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze cutanee e presenta il progetto “Sima Skin Health”, dedicato alla ricerca, alla formazione e alla prevenzione.
Secondo la società scientifica, nel periodo di Halloween aumenta il consumo di cosmetici contraffatti e si diffondono sul mercato costumi e maschere non a norma. Questi prodotti possono contenere ingredienti irritanti, sostanze allergizzanti o contaminanti, capaci di provocare reazioni cutanee anche importanti.
Tra le conseguenze più comuni segnalate dagli esperti figurano dermatiti irritative e allergiche, arrossamenti, prurito, bruciore, gonfiore e comparsa di vescicole. Nei cosmetici non conformi, le eventuali sostanze irritanti o allergizzanti possono compromettere la barriera cutanea e aggravare condizioni già presenti, come eczema, dermatite atopica e rosacea.
Anche le maschere possono danneggiare la cute, causando abrasioni e infiammazioni. Un ulteriore motivo di preoccupazione, sottolinea la Sima, è la possibile presenza nei prodotti contraffatti di sostanze vietate e potenzialmente cancerogene.
L’attenzione alla salute della pelle, tuttavia, deve proseguire durante tutto l’anno. La società scientifica indica tra i fattori che possono incidere sul suo equilibrio l’inquinamento atmosferico, le radiazioni solari, la cattiva illuminazione degli ambienti, il fumo, l’alcol, il sonno insufficiente e gli stili di vita errati. Elementi che, secondo gli esperti, hanno effetti diretti sulla salute cutanea e contribuiscono all’insorgenza di patologie.
Da questa prospettiva nasce “Sima Skin Health”, un programma rivolto a medici estetici, operatori sanitari e professionisti del settore. L’obiettivo è integrare la prevenzione ambientale nella pratica professionale e nell’educazione dei pazienti, aumentando la consapevolezza dei cittadini sui rischi legati ai fattori esterni.
«La pelle vive nell’ambiente in cui vive la persona», osserva Paolo Mezzana, responsabile del Dipartimento di Medicina estetica ambientale della Sima. Per questo, spiega, la prevenzione deve raggiungere le abitazioni, i luoghi di lavoro e gli spazi della vita quotidiana.
Proteggere la salute cutanea significa quindi considerare anche la qualità dell’aria, l’esposizione alla luce e gli altri fattori ambientali che possono alterare l’equilibrio della pelle e contribuire al suo invecchiamento. Un’attenzione che, nelle intenzioni del progetto, deve accompagnare la persona anche oltre lo studio medico, negli uffici, negli ambienti confinati e nelle città.
Il presidente della Sima, Alessandro Miani, presenta l’iniziativa come un percorso multidisciplinare destinato a sviluppare conoscenze scientifiche, indicazioni preventive e strumenti utilizzabili nella pratica professionale. Il coordinamento sarà affidato a Elena Campione, professoressa associata di Dermatologia e direttrice della Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

















