• PaeseRoma.it
  • ADV
  • Privacy
  • Disabilità
  • Collaborazioni
  • Contatti
sabato 26 Settembre 2026
No Result
View All Result
PaeseRoma
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
    • All
    • cinema
    • Cultura
    • Eventi
    • musica
    • Spettacoli
    • Sport

    “Diario di un’artista”: quando l’arte ci salva

    Music Day Roma 2026, la Fiera del Disco festeggia 50 edizioni

    “Monolocale Carini” torna al Teatro Vascello: il teatro diventa casa

    Simone Di Matteo torna sotto i riflettori: il 24 settembre è a “Cash or Trash”

    Simone Di Matteo torna sotto i riflettori: il 24 settembre è a “Cash or Trash”

    Sarah Rizea è Miss Italia 2026

    Sarah Rizea è Miss Italia 2026

    “Non fa niente”: la bugia che ci ha rovinato la vita. The Castaway la trasforma in un inno  “La Generazione Del Sogno”

    “Non fa niente”: la bugia che ci ha rovinato la vita. The Castaway la trasforma in un inno “La Generazione Del Sogno”

    La Puglia dei mille dialetti: un patrimonio di parole e tradizioni

    Miss Italia 2026, conosciamo le 16 finaliste ed i coach dell’Academy al Castello di Santa Severa

    Miss Italia 2026, conosciamo le 16 finaliste ed i coach dell’Academy al Castello di Santa Severa

    Sandro Mazzola: il ragazzo che inseguì l’ombra del padre e diventò leggenda

  • Lifestyle
    • All
    • Arte
    • Enogastronomia
    • Libri
    • Mondo Hi-tech
    • Motori
    • Personaggi
    • Salute
    • Tendenze
    • Turismo
    Dal grande schermo allo smartphone: come il casinò è diventato un’icona dell’immaginario pop

    Dal grande schermo allo smartphone: come il casinò è diventato un’icona dell’immaginario pop

    Uri Poliavich e l’imprenditoria tecnologica attraverso prodotti proprietari

    Uri Poliavich e l’imprenditoria tecnologica attraverso prodotti proprietari

    Miss Italia 2026, conosciamo le 16 finaliste ed i coach dell’Academy al Castello di Santa Severa

    Miss Italia 2026, conosciamo le 16 finaliste ed i coach dell’Academy al Castello di Santa Severa

    POPEYES® ARRIVA ALLA STAZIONE TERMINI E APRE L’OTTAVO RISTORANTE DELLA CAPITALE

    POPEYES® ARRIVA ALLA STAZIONE TERMINI E APRE L’OTTAVO RISTORANTE DELLA CAPITALE

    Necati Arabaci e Luca Di Carlo “Diavolo”: due amici due imperi

    Necati Arabaci e Luca Di Carlo “Diavolo”: due amici due imperi

    Il Diavolo vivente: Esce dalla Cattedrale di Liegi

    Il Diavolo vivente: Esce dalla Cattedrale di Liegi

    Trending Tags

    • Moto Guzzi
    • Nissan
PaeseRoma
No Result
View All Result

Le note che non si spengono

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
18 Settembre 2026
in Attualità
0
Le note che non si spengono
327
VIEWS
CondividiCondividiCondividi

Marcello Panni e Jeanne Colombier si sono incontrati a Parigi, tra il 1965 e il 1968, quando lui studiava direzione d’orchestra con Manuel Rosenthal al Conservatorio Nazionale Superiore. Lei era francese, giovane, e probabilmente non immaginava che quel giovane musicista romano, figlio di Adriana Panni, l’anima dell’Accademia Filarmonica Romana per vent’anni, l’avrebbe portata a Roma per non lasciarla più.

Da allora sono passati più di sessant’anni, e la coppia è ancora lì, presenza discreta e ammirata nei circoli musicali della capitale, dove l’eleganza non ha bisogno di essere esibita per essere riconosciuta.

Panni ha costruito una carriera che sfugge alle definizioni. Direttore d’orchestra, compositore, organizzatore musicale: tre vite in una, portate avanti in parallelo con una determinazione che non ha mai conosciuto pause. Il debutto è del 1969, alla Biennale di Venezia, con un concerto dedicato a musiche di Petrassi, il suo maestro all’Accademia di Santa Cecilia. Da quel momento la sua presenza nei teatri più prestigiosi del mondo è stata costante: l’Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York, il Bolshoi di Mosca, la Staatsoper di Vienna, il Covent Garden di Londra. Non si tratta di un elenco di trofei, ma di tappe di un percorso che ha attraversato le avanguardie del Novecento dirigendo le prime assolute di Berio, Bussotti, Philip Glass e Morton Feldman, e che lo ha visto Generalmusikdirektor all’Opera di Bonn e alla Filarmonica di Nizza, direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli, dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e dell’Accademia Filarmonica Romana.

La sua musica, come la sua direzione, non si lascia ridurre a una formula. Il catalogo delle sue composizioni comprende opere teatrali come Il giudizio di Paride, commissionata dall’Opera di Bonn nel 1996 su libretto dello stesso Panni dai Dialoghi di Luciano di Samosata, Hanjo per il Maggio Musicale Fiorentino nel 1994 con la regia di Bob Wilson, The Banquet su libretto di Kenneth Koch per l’Opera di Brema, e L’asino magico di Tessaglia, pantomima per voci recitanti, mimi e marionette presentata a Berlino nel 2019. Accanto alle opere, una produzione sinfonica e cameristica che include Trenodia per viola e archi, Calatafimi! per voce recitante e orchestra trasmessa in diretta da Radio 3 per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, e la Missa Brevis per il Duomo di Nizza.

Ma c’è un episodio, nella storia di Marcello Panni e Jeanne Colombier, che appartiene alla leggenda più che alla cronaca. Luciano Berio, amico della coppia fin dagli anni delle avanguardie, compose tra il 1979 e il 1983 i suoi celebri Duetti per due violini, trentaquattro brevi pezzi pensati come omaggi a musicisti, amici e artisti a lui vicini. Il nono duetto si intitola Marcello, ed è datato Radicondoli, 13 dicembre 1979. Il tredicesimo si intitola Jeanne, e porta la data di Parigi, 27 aprile 1980. Due frammenti musicali, pochi minuti di musica, che oggi vengono eseguiti in tutto il mondo da violinisti di ogni livello, e che costituiscono il sigillo più duraturo di un’amicizia e di un amore. Non una composizione di circostanza, ma un regalo che un gigante del Novecento volle fare a due persone che considerava parte della sua famiglia artistica.

Panni, dal canto suo, ha ricambiato quel dono con altri duetti, eseguiti negli anni con la stessa cura e la stessa serietà. La musica, per lui, non è mai stata un esercizio di stile né una ricerca di consenso. È stata un modo di abitare il mondo, di tessere relazioni, di costruire ponti tra le persone e le epoche. Il suo percorso al Mills College di Oakland, dove dal 1980 al 1984 ha tenuto la cattedra che era stata di John Cage e Luciano Berio, lo ha messo in contatto con il giovane John Adams, un incontro che avrebbe influenzato il suo linguaggio musicale a partire dagli anni Novanta. La sua formazione non si è mai chiusa in una torre d’avorio: si è nutrita di incontri, di viaggi, di ascolti, di quella curiosità che è la vera cifra dell’artista.

Oggi Marcello Panni ha ottantaquattro anni, e continua a lavorare. Nel 2023 ha composto Partita per orchestra, commissionata dal Petruzzelli di Bari. Nel 2022 la sua Missa brevis è stata eseguita in prima assoluta a Ferrara. La sua presenza sulla scena musicale italiana e internazionale resta costante, discreta, autorevole.

E poi c’è stato il giorno dell’addio. Jeanne si è spenta in un letto d’ospedale, serenamente, circondata dal calore di tante persone che le volevano bene, a cominciare da Marcello, che il cardinale Gianfranco Ravasi, nell’omelia delle esequie, ha voluto chiamare non marito, ma sposo. Un termine più pregnante, più ricco, più poetico, che dice di un legame che la morte non scioglie ma trasfigura. Il cardinale Ravasi, amico della coppia, era da poco rientrato a Roma e ha voluto concelebrare il funerale insieme a don Sergio Mercanzin, che di quella famiglia è stato presenza costante e affettuosa. Jeanne ci teneva che ci fosse anche lui, il cardinale, amico del marito e suo, e che ci fosse don Sergio. E così è stato.

La chiesa scelta per l’ultimo saluto è quella monumentale di Cristo Re, a Roma. Jeanne l’ha voluta lucidamente, come atto d’amore verso Marcello. Perché quella chiesa, disegnata dall’architetto Marcello Piacentini, è stata costruita dal nonno, dallo zio e dal padre di Marcello Panni. Sulla parete destra dell’ingresso principale, i nomi dei tre Panni sono scolpiti nella pietra. Jeanne ha voluto che le sue esequie si celebrassero lì, in quel luogo che porta il nome della famiglia che era diventata la sua. Un gesto che dice più di mille parole, e che nessun cronista avrebbe saputo immaginare.

Il Vangelo scelto dalla figlia Athena, nel giorno del nome di Maria, il giorno in cui la madre è morta, era quello in cui Gesù dice che l’albero buono dà frutti buoni e l’albero cattivo dà frutti cattivi. Athena vi ha letto il ritratto della madre: un albero buono, che ha dato frutti buoni. E poi l’altra immagine, quella della casa piantata sulla roccia, che nessun vento e nessuna tempesta riescono ad abbattere. Anche questa, per Athena, era la madre. Il cardinale Ravasi ha commentato quelle letture con la profondità che gli è propria, e poi ha preso la parola don Sergio, che qualche giorno prima aveva portato a Jeanne tre rose, e che durante l’omelia ha voluto offrirle tre citazioni.

La prima è di Boris Pasternak: Mentre mi spengo in un letto d’ospedale, sento il calore delle tue mani. Sono opera tua e tu mi riponi come una perla preziosa nel tuo scrigno. Jeanne si è spenta in un letto d’ospedale, ma circondata dal calore di chi le voleva bene. La seconda è di Rabindranath Tagore: Vita, amore e morte sono per me un unico grande mistero. Un mistero che la ragione non può risolvere del tutto, ma che il cristianesimo illumina con i suoi flash potenti, perché Gesù è luce del mondo. Jeanne era credente, e condivideva questa luce. La terza citazione, che a volte viene attribuita a Nietzsche ma è di Cassiodoro, dice: Chi Dio vuole punire, se Dio vuole punire una persona, gli toglie la musica. A Jeanne la musica non è mai stata tolta. Le è stata data in abbondanza. E per chi le vuole bene, e per chi crede, per Jeanne non è finita la vita, e non è finita neanche la musica.

Il bell’organo della chiesa di Cristo Re è stato suonato da un organista di novantaquattro anni, bravissimo, che ha accompagnato la cerimonia con una maestria che ha commosso tutti. E alla fine, la figlia Athena, che non aveva il coraggio di parlare, è stata accompagnata al microfono da don Sergio. Ha detto cose bellissime, ha detto che era stata fortunatissima ad avere due genitori così, che l’unione dei suoi genitori era potente, e ha concluso con una frase che riassume tutto: Sono orgogliosa di essere vostra figlia.

La storia di Marcello Panni e Jeanne Colombier non è una favola. È una storia vera, fatta di lavoro, di scelte, di rinunce e di fedeltà. È la storia di due persone che hanno scelto di stare insieme e di costruire insieme, giorno dopo giorno, un’esistenza che è anche un’opera d’arte. E forse è proprio questo che rende la loro vicenda così speciale: la capacità di trasformare la quotidianità in qualcosa che dura, di dare alla musica non solo il tempo della composizione ma anche quello della vita. Jeanne se n’è andata in un giorno di settembre, e il suo funerale è stato un concerto, una preghiera, un atto d’amore. Le note che ha lasciato non si spengono. Continuano a risuonare, in ogni duetto di Berio che porta il suo nome, in ogni pagina che Marcello scriverà, in ogni gesto di Athena che porterà avanti la memoria dei suoi genitori. La musica, come l’amore, non conosce fine. Conosce solo pause, e poi ricomincia.

RVSCB

Bibliografia

Cogliolo, Marcello Panni, direttore d’orchestra, compositore, organizzatore musicale.

Orchestra Sinfonica Siciliana, Marcello Panni, biografia sintetica, 2015.

Nuova Consonanza, Panni Marcello, 2026.

Centro Studi Luciano Berio, Duetti per due violini, nota dell’autore, 2024.

Staseraintv, Non le solite note. La musica di Marcello Panni in un documentario, 20 settembre 2024.

Opinione, In memoria di Adriana Panni, l’apostola degli artisti della Filarmonica Romana, 21 novembre 2024.

Barattelli Concerti, Marcello Panni, 2015.

Mercanzin, Sergio, Omelia per le esequie di Jeanne Colombier Panni, Chiesa di Cristo Re, Roma, settembre 2026.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

Related Posts

Talento, passione e futuro

Talento, passione e futuro

25 Settembre 2026
Morbillo, l’appello di Pregliasco: “Non è una malattia innocua, controllare le vaccinazioni”

Morbillo, l’appello di Pregliasco: “Non è una malattia innocua, controllare le vaccinazioni”

25 Settembre 2026
La misura della pace

La misura della pace

25 Settembre 2026
La manetta e la camminata

La manetta e la camminata

25 Settembre 2026
Next Post
Il Bacco e il bollo

Il Bacco e il bollo

Articoli recenti

  • Talento, passione e futuro
  • Morbillo, l’appello di Pregliasco: “Non è una malattia innocua, controllare le vaccinazioni”
  • La misura della pace
  • La manetta e la camminata
  • “Diario di un’artista”: quando l’arte ci salva
  • Music Day Roma 2026, la Fiera del Disco festeggia 50 edizioni
Facebook Twitter LinkedIn Youtube Telegram RSS

PAESEROMA.IT

Giornale partecipativo fondato e diretto da Michelangelo Letizia
(C)GRUPPO PUBBLIESSE/ FEDER-MESTIERI
redazione@paeseroma.it - +3906-98358157

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

No Result
View All Result
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
  • Lifestyle
  • Login

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

Login to your account below

Forgotten Password?

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornirti servizi e pubblicità in linea con le tue preferenze. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.