ROMA — In occasione della presentazione ufficiale tenutasi lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 14:30 a Roma, presso la Sala Walter Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) in Via delle Botteghe Oscure 54 — evento promosso da Prima edizione con gli interventi del Dott. Filippo Anastasi e del Gen. Umberto Rapetto — abbiamo incontrato la giornalista e scrittrice Alessandra Trotta. Per l’occasione, abbiamo fatto anche qualche domanda “faccia a faccia” ai due intensi protagonisti della storia, Rebecca e Gustavo.
A tu per tu con l’autrice
Alessandra, arrivata al tuo ottavo libro, cosa rappresenta per te la componente mystery e giallo all’interno di questa storia?
”Quando parlo del mio ottavo libro ‘Quei pois dell’anima’, amo soffermarmi soprattutto sull’anima più misteriosa e profonda del racconto. Per me il mistero è un modo per esplorare le pieghe della psiche umana. Dietro ogni singola pagina ho voluto disseminare con cura indizi, domande irrisolte e dettagli apparentemente insignificanti che, poco alla volta, conducono il lettore per mano verso una verità mai del tutto scontata.”
Milano è quasi un terzo personaggio del romanzo. Che ruolo gioca nella vicenda?
”Milano è lo specchio dei mondi interiori dei protagonisti: una città viva e dinamica, ma ricca di chiaroscuri e malinconia. Tra la pioggia sui marciapiedi e i riflessi dell’asfalto si muovono due anime in cerca di riscatto.”
Come risponde il pubblico a questo intreccio di segreti?
”Mi emoziona vedere come chi legge provi fin dalle prime pagine a trasformarsi in un investigatore, cercando di unire i tasselli prima che il quadro sia completo. Il giallo è un viaggio tra emozioni, segreti e colpi di scena. Ogni volta che ne racconto la trama, rivivo la stessa passione che mi ha accompagnata durante la scrittura.”
Incontro con i protagonisti: Rebecca e Gustavo
Rebecca, da ispettore della Squadra Mobile ti trovi ad affrontare una difficile indagine personale oltre che professionale. Qual è la tua sfida più grande in questa storia?
Rebecca: “Ogni giorno in divisa cerco di far rispettare la legge, ma la verità è che il caso più difficile da risolvere è quello che mi porto dentro. Convivere con il peso di un errore che non riesco a perdonarmi mi spezza il fiato. Per me questa indagine non è soltanto una caccia ai colpevoli, ma una lotta personale per non farmi inghiottire dai miei fantasmi.”
Gustavo, da ex investigatore dal carattere inquieto ti ritrovi catapultato di nuovo al centro dell’azione. Cosa cerchi davvero in questa indagine?
Gustavo: “Cercavo solo una seconda possibilità, una via d’uscita dal silenzio e dal buio in cui mi ero rifugiato. Ma certi eventi ti risucchiano prima che tu possa decidere di tirarti indietro. Lavorare accanto a Rebecca e scavare tra segreti e ferite mai rimarginate mi costringe a guardarmi allo specchio. Forse non cerco la giustizia perfetta, ma solo un motivo per ricominciare a credere in qualcosa.”
Un’opera matura e imperdibile: perché leggere “Quei pois dell’anima”
In definitiva, “Quei pois dell’anima” si attesta come un’opera fondamentale nel percorso artistico di Alessandra Trotta. Non ci troviamo semplicemente di fronte a un poliziesco ben strutturato e dal ritmo impeccabile, ma a un vero e proprio manifesto di rinascita personale. L’autrice ci regala un invito accorato a lasciarsi guidare tra i “pois” dell’anima — quelle macchie indissolubili e quei segni del passato che segnano il destino di Rebecca e Gustavo e che, forse, appartengono anche a ciascuno di noi.
Un romanzo avvolgente ed emozionante, capace di far riflettere sulla straordinaria forza di ritrovare la luce anche quando le ombre sembrano avere il sopravvento
Anna Rita Santoro















