Di Serena Petrone
C’è un modo di fare moda che non passa per il clamore, ma per la coerenza.
Un modo che non veste soltanto i corpi, ma le coscienze. È quello di Annette Lima, stilista brasiliana che da Milano ha riscritto, con grazia e determinazione, il vocabolario del beachwear contemporaneo. La sua creatura, Las Gringas, è più di un marchio: è una dichiarazione di intenti, un racconto intimo e cosmopolita in cui femminismo, ecologia e bellezza si incontrano e si fondono, senza mai sovrastarsi.
Annette ha imparato a cucire da bambina, nel nord-est del Brasile, accanto alla nonna. Ricorda ancora il suono dell’ago che entra nella stoffa, la pazienza del gesto, l’idea che creare fosse un modo per dire “io ci sono”. Da allora non ha mai smesso di raccontarsi attraverso i tessuti. La sua formazione è stata rigorosa dal Senai al Senac, fino all’Istituto Europeo di Design , ma ciò che la distingue è un intuito istintivo, quasi primordiale, nel percepire la vita che vibra dentro le cose.
Arrivata a Milano, Annette ha portato con sé il calore della sua terra e la consapevolezza di un mestiere antico. Con Las Gringas ha scelto di unire la disciplina europea alla spontaneità brasiliana, costruendo un’estetica pulita, sensuale e libera. “Voglio che i miei abiti respirino,” dice, “che si muovano come il corpo, che non nascondano, ma rivelino.”
Ogni collezione è un invito alla leggerezza consapevole, alla libertà come forma di eleganza.
Ma dietro la delicatezza delle sue linee c’è una visione radicale: quella di una donna che crede che il lusso del futuro sarà la responsabilità. I tessuti che sceglie, come l’Amni Soul Eco®, una fibra biodegradabile che torna alla terra in meno di cinque anni , raccontano un nuovo modo di pensare l’abito, non più come oggetto effimero ma come organismo vivente.
Le sue produzioni sono limitate, calibrate, pensate per durare. Niente sprechi, niente eccessi: solo equilibrio.
E poi c’è il corpo, al centro di tutto. Non quello idealizzato, filtrato, corretto, ma quello reale, molteplice, mutevole. Le campagne di Las Gringas mostrano donne di ogni forma e identità, sorrisi che non chiedono approvazione, sguardi che raccontano appartenenza. La collezione Alma Livre “anima libera” è un inno alla diversità, con taglie inclusive e capi genderless che abbracciano senza costringere. È femminismo che non ha bisogno di slogan: è nel taglio, nella stoffa, nel modo in cui un abito cade sul corpo e lo accoglie. Nel suo atelier milanese, la luce si riflette sulle stoffe come sull’acqua di una spiaggia lontana. Ogni capo nasce da un gesto misurato, da un pensiero lento. Annette lavora in silenzio, con un ritmo che ricorda la respirazione. Non c’è ansia di tendenza, ma il desiderio di autenticità. Las Gringas cresce come crescono le piante: seguendo la propria stagione, nutrendosi di coerenza e visione.
Parte dei profitti sostiene progetti ambientali in Amazzonia e iniziative di economia circolare. Gli scarti diventano accessori, le fibre tornano alla terra, e la moda si trasforma in ciclo, in respiro. È in questo equilibrio tra estetica e etica che Annette Lima ha trovato la sua cifra. Niente ostentazione, nessuna retorica: solo la grazia di chi sa che la vera rivoluzione è silenziosa.
La sua moda non chiede attenzione, la merita. È una carezza e un gesto politico, un intreccio di radici e futuro. Indossare Las Gringas è scegliere di appartenere a un mondo nuovo, dove la bellezza non si misura in centimetri o in stagioni, ma in consapevolezza.
E quando Annette dice che vestirsi può essere un atto d’amore , verso se stesse, verso chi crea, verso la Terra ,si capisce che dietro ogni sua cucitura c’è qualcosa di più grande. C’è la visione di una donna che ha trasformato la moda in linguaggio, e il linguaggio in libertà.




















