Trump e Musk, sovranità europea e ingerenze. Sembra l’inizio di una barzelletta, invece è il nostro buongiorno. L’Europa fa la sofisticata, parla di valori e trattati, poi scopre che il dibattito pubblico lo regolano un presidente in campagna elettorale permanente e un miliardario annoiato davanti alla dashboard di una piattaforma. Possiamo ancora chiamarla sovranità europea?
Gli europei discutono di futuro comune, e da oltreoceano qualcuno alza il volume dei nazionalisti, abbassa quello dei moderati, decide quali paure mettere in tendenza. Lo chiamiamo algoritmo, ma è controllo politico in tempo reale.
È amaro scoprire che la sovranità non viene più tolta con un colpo di stato, ma con una notifica. Un documento strategico qui, un tweet là, e l’Unione smette di guidare le decisioni e comincia solo a inseguirle.
Mentre l’Europa prova a dare regole al digitale, altri provano a dare regole all’Europa. Prima di scegliere tra Trump e Musk, dovremmo scegliere noi stessi, perché chi affida il viaggio al pilota automatico finisce sempre dove non aveva intenzione di andare.



















