Roma 19 febbraio un confronto intenso e partecipato ha animato il Circolo dell’Aeronautica di Roma per l’incontro “Separazione delle Carriere: le ragioni del SÌ, le ragioni del NO”, promosso dalle associazioni Realtà Forense e Penale Diritto e Procedura. A un mese dal referendum, l’evento ha raccolto un pubblico numeroso di magistrati, avvocati, docenti universitari e cittadini, segno del forte interesse per una riforma che tocca l’equilibrio tra poteri dello Stato e l’assetto della magistratura italiana.

Il dibattito, articolato e di alto profilo tecnico, ha messo a confronto posizioni diverse sul significato e sugli effetti della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
La Vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana Anna Rossomando ha sottolineato che il tema centrale non è soltanto la distinzione dei ruoli, ma l’impatto sull’organismo di autogoverno della magistratura, considerato “presidio di equilibrio costituzionale”. Per Rossomando, la riforma incide sull’architettura complessiva del sistema giudiziario, sollevando interrogativi di natura istituzionale.
Su posizioni analoghe, la Prof.ssa Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale all’Università degli Studi di Foggia, ha richiamato l’esigenza di preservare la parità delle parti nel processo, intervenendo con una revisione organica delle norme di procedura e delle regole sulle indagini.
Di segno opposto, l’Avv. Giandomenico Caiazza, già Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, ha sostenuto che la separazione delle carriere rappresenti un passo verso una maggiore chiarezza dei ruoli e una modernizzazione dell’ordinamento giudiziario, in linea con i modelli delle principali democrazie occidentali.
A favore del SÌ anche il Presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, Giacomo Rocchi, che ha richiamato l’articolo 111 della Costituzione e la necessità di completare il percorso di equilibrio tra accusa e difesa.

Il Consigliere Alberto Cisterna, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, ha invece evidenziato criticità nel testo, invitando a una riflessione più approfondita sulle garanzie e sulle possibili conseguenze applicative.
Nel fronte favorevole, l’On. Enrico Costa, Vicepresidente della II Commissione Giustizia della Camera dei deputati italiana, ha definito il referendum “un’occasione utile per affrontare il tema nel merito, oltre le contrapposizioni ideologiche”.
Più cauta la posizione dell’Avv. Franco Moretti, Presidente del Comitato Avvocati per il NO, che ha avvertito: “Questa riforma ha un nome fuorviante e potrebbe comportare un prezzo elevato in termini di equilibrio costituzionale”.
Tra i relatori anche il Prof. Giorgio Spangher, emerito di Procedura Penale alla Sapienza Università di Roma, e il Presidente della Camera Penale di Roma, Giuseppe Belcastro.
Il confronto, moderato dal Prof. Fabrizio Galluzzo, è stato introdotto dall’Avv. Andrea Borgheresi, Presidente di Realtà Forense e Delegato Cassa Forense, e dall’Avv. Francesco Campagna.
“È stato un dibattito di grande rilievo tecnico-giuridico, che ha messo in luce tutti gli aspetti di una riforma destinata a incidere sul futuro del sistema giudiziario”, ha commentato Borgheresi, sottolineando l’importanza di un confronto informato e pluralista.



















