Il 5 maggio 2026 il cuore di Leonida Reitano si è fermato all’improvviso.
Una notizia che ha lasciato senza parole chi lo conosceva davvero, chi aveva lavorato con lui, chi aveva imparato da lui e anche chi, semplicemente, lo aveva ascoltato una sola volta comprendendo immediatamente di trovarsi davanti a una persona fuori dal comune.
Per molti era “l’esperto di OSINT”.
Per altri era il giornalista investigativo capace di muoversi dentro il web come pochi.
Ma dietro le competenze, dietro la preparazione tecnica, dietro la lucidità delle sue analisi, c’era soprattutto un uomo animato da una passione autentica e quasi rara: la fame di capire, di cercare, di scoprire la verità senza scorciatoie.
Leonida Reitano aveva intuito prima di molti altri che Internet non sarebbe stato soltanto un luogo di comunicazione, ma un immenso archivio umano, sociale e investigativo. E aveva dedicato la sua vita professionale a insegnare come orientarsi dentro quell’oceano di dati senza perdere il senso etico del proprio lavoro.
Con il suo manuale Esplorare Internet e attraverso corsi, conferenze e interviste, ha formato investigatori, giornalisti e professionisti della sicurezza, trasmettendo non solo tecniche, ma anche mentalità. Diceva, in sostanza, che prima ancora degli strumenti serviva la capacità di osservare. E aveva ragione.
Chi lo incontrava ricordava il suo modo di parlare diretto, concreto, mai costruito. Non ostentava superiorità. Condivideva conoscenza. Era uno di quelli che preferiscono insegnare piuttosto che impressionare.
Aveva compreso anche il lato oscuro della rete: la fragilità della privacy, la violenza della diffamazione online, il peso devastante della reputazione digitale distrutta da una menzogna. Per questo affrontava ogni tema con responsabilità, senza sensazionalismi, cercando sempre un equilibrio tra investigazione, diritto e dignità delle persone.
Oggi il mondo delle investigazioni digitali perde una figura importante.
Ma soprattutto perde un uomo serio, appassionato, coerente con ciò che insegnava.
Resteranno i suoi libri, le sue idee, le sue intuizioni.
Resterà il metodo che ha lasciato a chi ha avuto la fortuna di imparare da lui.
E resterà quella sensazione che hanno le persone autentiche quando se ne vanno troppo presto: il silenzio improvviso che lasciano dietro di sé.
A chi gli ha voluto bene, a chi ha condiviso con lui lavoro, studio e amicizia, va un pensiero sincero e profondo.
Che il suo viaggio continui altrove, con la stessa curiosità con cui ha attraversato questo mondo.



















