Fonte: Adnkronos
Non servono più soltanto a rubare dati o bloccare computer. Gli hacker riescono a intervenire anche sui sistemi che regolano la temperatura dei frigoriferi nei supermercati. È quanto sta accadendo in diversi Paesi europei e, nelle ultime ore, anche in Italia.
In Sicilia sono stati segnalati guasti agli impianti di refrigerazione di sei punti vendita. Per almeno quattro supermercati a marchio Coop è stata accertata l’origine informatica del problema. A confermarlo all’Adnkronos è Giuseppe Spadaro, direttore generale di Coop Radenza, la società che gestisce i negozi coinvolti.
Spadaro ha spiegato che gli attacchi sono stati circoscritti e che l’azienda ha avviato le procedure previste con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La situazione, ha assicurato, è sotto controllo.
Le verifiche non riguardano soltanto la Sicilia. L’Agenzia ha ricevuto una segnalazione ufficiale da un’impresa toscana della ristorazione collettiva e ha individuato un attacco ai danni di un’azienda emiliana che produce surgelati. In quest’ultimo caso non era ancora arrivata una notifica formale.
Congelatori portati fino a 50 gradi: i casi in Europa
Il problema è emerso in più Paesi quasi contemporaneamente. Belgio, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia, Irlanda ed Estonia hanno registrato episodi che riguardano gli impianti di refrigerazione commerciale.
In alcuni casi, chi ha effettuato l’attacco è riuscito a modificare da remoto le temperature dei congelatori, impostandole fino a 50 gradi. Per un supermercato significa rischiare di perdere in poco tempo grandi quantità di prodotti alimentari.
È proprio la possibilità di controllare gli impianti a distanza a rendere delicata la situazione. I sistemi di refrigerazione moderni possono essere monitorati e regolati attraverso collegamenti informatici. Se quegli accessi non sono adeguatamente protetti, possono diventare un punto vulnerabile.
Coop ha precisato che i supermercati siciliani interessati appartengono a una rete in franchising e non sono gestiti direttamente dalla cooperativa. Per i propri punti vendita, invece, l’azienda riferisce di non aver riscontrato anomalie e di aver intensificato i controlli.
Non è stato ancora accertato se dietro tutti gli episodi ci siano gli stessi responsabili.
Palazzo Chigi riunisce intelligence e cybersicurezza
La questione arriva sul tavolo del governo. Per oggi, martedì 3 novembre, è stata convocata alle 11.30 una riunione a Palazzo Chigi, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Parteciperanno i vertici dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e delle agenzie di intelligence.
L’Acn ha già richiamato l’attenzione delle aziende che lavorano nella grande distribuzione, nella logistica alimentare e nella refrigerazione industriale. La richiesta è di verificare subito i sistemi collegati a Internet, soprattutto quelli utilizzati per il controllo e la manutenzione a distanza.
Tra le precauzioni indicate ci sono la protezione degli accessi remoti, l’autenticazione a più fattori e la separazione degli impianti di refrigerazione dalle altre reti informatiche aziendali. L’Agenzia raccomanda anche di aggiornare o sostituire i dispositivi che non ricevono più assistenza dai produttori.
Della vicenda si occuperà anche il Copasir, il Comitato parlamentare che controlla l’attività dei servizi di intelligence. Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, il Comitato intende chiedere chiarimenti al governo. Nel calendario delle audizioni figurano il direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, il 3 novembre, e il direttore generale dell’Acn, Andrea Quacivi, il giorno successivo.
Per le aziende coinvolte, intanto, la priorità è verificare che gli impianti funzionino correttamente e impedire nuove intrusioni. Le indagini dovranno chiarire se i casi italiani facciano parte della stessa ondata di attacchi registrata nel resto d’Europa.
Alberto Acampora



















