Donna come emblema di sensibilità e profondità emotiva
Se si dovessero ripercorrere le orme dell’umanità sulla Terra, ciò che carpirebbe l’attenzione – tra le altre cose – sarebbe senza dubbio quel susseguirsi di sentimenti e di stati d’animo sin dalla notte dei tempi, quel temperamento muliebre straordinariamente immutabile e immutato nel corso dei secoli e – soprattutto – trasversale rispetto al credo religioso, alle classi sociali, all’appartenenza geografica.
Al di là di ogni categorizzazione, gli stati interiori si manifestano in maniera libera e disinteressata, si elevano dall’animo per trasformarsi in moti, fino a trasparire nelle espressioni del viso, negli occhi.
Margherita Casadei, raffinata dottoressa in scienze filosofiche, conosce bene il mondo letterario e umanista, a tal punto da riuscire a traslarlo in pittura, disciplina cui è devota sin dall’adolescenza, senza soluzione di continuità.
Ad essere privilegiate sono le ambientazioni notturne, poiché ogni notte ha più sogni sulla Terra che stelle in cielo: le donne, d’altro canto, hanno sempre strappato tempo all’oscurità per scrivere, dipingere, studiare, riflettere, trovando in essa una solitudine, una creatività che il giorno raramente è in grado di offrire. La luna diviene così la confidente di figure colte di spalle, la custode di segreti e di confessioni, la balìa e la tutrice di desideri inespressi, di parole non dette, la testimone muta di eloquenti soliloqui, colei che culla le malinconie di personaggi “in attesa”: confrontarsi con suddetto satellite vuol dire – quindi – riconoscere e ascoltare i propri cicli interiori, creando un tempo per la crescita, la perdita e la rinascita.
I successi dell’artista nel 2026 e le nuove sfide
Un topos altamente poetico quello approfondito dall’autrice, il cui riconoscimento è stato sancito da una serie di tappe progressive: già presente nell’Atlante dell’Arte contemporanea De Agostini, è approdata al mondo delle aste di Archivio Storico, eventi che le hanno consentito di aver il privilegio di una sinossi all’interno del padiglione nazionale Guatemala alla 61. Biennale di Venezia Arte, poche settimane fa.
L’opera presentata, dal titolo “Emanazione notturna”, in piena coerenza con il suo stile raffigura una donna che si manifesta epifanicamente sul consueto sfondo notturno, in un lucido vagheggiare onirico, in grado di esercitare una evidente energia empatica sul fruitore, desideroso di conoscere la natura dei suoi pensieri. L’inserimento del bijou al collo impreziosisce il manufatto, dona luce e contrasta, con la sua solida presenza, con l’impostazione rarefatta e metafisica del lavoro.
Usando le parole dell’artista: «La donna che si affaccia alla finestra è il simbolo dell’anima che si affaccia al mondo, che sottolinea il punto di vista sul mondo, un invito alla riflessione e alla contemplazione, oltre a divenire incarnazione di profondi significati, nel tentativo di rendere visibile l’invisibile»
La caratura di tale evento, che consacra una ricerca pluridecennale, le consentirà di candidarsi, ad ottobre 2026 per le selezioni del prossimo numero dell’Atlante dell’Arte Contemporanea Corporate Patron National Gallery of London, una pubblicazione destinata a lasciare un’impronta nel panorama artistico internazionale. È la prima volta, infatti, che un annuario italiano imbastisce una collaborazione con l’entità museale succitata, custode di capolavori rinascimentali e barocchi, tra cui la” Vergine delle Rocce” di Leonardo, la “Cena in Emmaus” di Caravaggio e i “Girasoli di Van Gogh”, solo per citarne alcuni. A facilitare il tutto, il conclamato successo del volume, che nelle ultime due edizioni ha avuto il patrocinio, nel 2024 del MET di New York e nel 2026 del MoMA di New York, due pietre miliari della Museologia e della Storia dell’Arte mondiale, la cui attenzione verso la storica pubblicazione, ora distribuita da Giunti, lascia presagire un futuro molto brillante per gli autori al suo interno contenuti e catalogati.
Chi è Margherita Casadei
Margherita Casadei nasce a Ravenna nel 1982; abita e lavora nella zona di Cervia.
Autodidatta per quanto concerne la pittura, è specializzata con la massima votazione in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bologna. Inizia a dipingere quasi improvvisamente attorno ai 16 anni, per un’urgenza personale d’espressione. Suona anche il pianoforte e la chitarra. La musica e la danza si sposano con i colori.
Il suo percorso pittorico è una continua ricerca che si esplica nel periodo del Liceo Classico e prosegue ai tempi dell’università. Questa ricerca ha al suo centro il soggetto umano (quasi sempre dipinto come donna, perché la figura femminile è più vicina al suo modo di sentire e di essere), con le sue problematiche e la sua forza comunicativa.
L’autrice espone per la prima volta a Bologna nel 2002, presso una nota libreria del centro con mostra bimestrale. Seguono mostre personali e collettive a Ravenna, Forlimpopoli, Forlì. Seguono importanti manifestazioni d’arte tra il 2014 e il 2016 a Forlì, Piacenza, Innsbruck. Riceve l’Oscar per le Arti Visive a Monte Carlo nel Principato di Monaco nell’ottobre 2015 e il Mercurio d’oro per l’arte a Cesenatico nel gennaio 2016.
Tra le personali, si segnalano, tra le altre: “L’arte dell’umanità”, presso la Milano Art Gallery di Milano, del 2018; “Interiorità ed Emozione”, presso la galleria “Il collezionista” di Roma, del 2019 e, più recentemente, “Mater”, ospitata dal Museo di San Giovanni degli Agostiniani di Fivizzano (MS) incentrata sul tema di Maria e della femminilità declinata attraverso i temi della speranza e dell’attesa.
Pittrice e poetessa opera attivamente nel campo culturale riscuotendo ampio successo di pubblico e critica.

















