Il 30 ottobre 2026 sciopero nazionale dei lavoratori portuali in otto scali italiani, con l’adesione dell’Unione Sindacale di Base (USB) alla seconda giornata internazionale di lotta dei portuali. La mobilitazione, che coinvolgerà anche il comparto della logistica e dei trasporti, punta a contestare il riarmo, l’economia di guerra e il carovita, rivendicando maggiori diritti, salari adeguati e condizioni di lavoro dignitose.

Sciopero 30 ottobre: i porti italiani coinvolti
Secondo quanto comunicato dall’USB, lo sciopero interesserà importanti snodi marittimi per l’import-export e il traffico container: Ancona, Civitavecchia, Genova, Gioia Tauro, Livorno, Ravenna, Salerno e Trieste.
Al centro della protesta c’è il rifiuto di subordinare la filiera logistica alle esigenze dell’economia di guerra, contestando in particolare l’utilizzo delle infrastrutture portuali per il transito e la movimentazione di carichi bellici.
USB contro riarmo, caro vita e precarietà
I sindacati denunciano le conseguenze economiche e sociali dell’aumento delle spese militari, che, secondo la loro analisi, sottrarrebbero risorse a salari, servizi pubblici e welfare, aggravando l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie.
Tra le rivendicazioni figurano anche la tutela dei posti di lavoro, il contrasto alla deregolamentazione contrattuale e le preoccupazioni per la crescente automazione delle banchine.
Mobilitazione internazionale e adesione della logistica
La protesta si inserisce nella mobilitazione internazionale promossa dalla coalizione Ports In Action, con l’adesione di organizzazioni sindacali di diversi Paesi. In Italia, USB ha annunciato il sostegno anche dei lavoratori della logistica, del trasporto merci e del trasporto pubblico locale.
L’obiettivo è estendere la mobilitazione all’intera filiera dei trasporti, unendo le rivendicazioni contro la guerra e il carovita alla difesa dei diritti sindacali, compreso il diritto di sciopero.
Il 30 ottobre si preannuncia quindi come una giornata di protesta che coinvolgerà il sistema portuale e altri settori strategici dell’economia, con possibili ripercussioni sull’organizzazione delle attività e sui flussi delle merci.
















