Momenti di tensione al presidio di agricoltori e autotrasportatori a Cerignola, in provincia di Foggia, dove Gianni Alemanno, ex ministro dell’Agricoltura ed ex sindaco di Roma, oggi esponente di Futuro Nazionale, è stato contestato e invitato ad allontanarsi dai manifestanti. L’episodio è avvenuto lunedì 19 ottobre, nei pressi del casello autostradale dell’A14 Cerignola Est, dove prosegue la mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione.

La protesta contro il caro carburante e le passerelle politiche
A contestare la presenza di Alemanno sono stati alcuni manifestanti, contrari all’intervento dei rappresentanti politici in una mobilitazione che, secondo i promotori del presidio, deve rimanere autonoma dalle logiche di partito.
Vincenzo Pinnelli, portavoce dei manifestanti, ha ribadito la necessità di evitare divisioni e ha rivolto un messaggio diretto alla politica: «Non marciate sul sangue nostro venendo a fare le campagne elettorali». La richiesta degli agricoltori e degli autotrasportatori è quella di ottenere risposte concrete dal Governo Meloni per fronteggiare il caro gasolio e le crescenti difficoltà economiche.
Prima di lasciare il presidio insieme ad alcuni collaboratori, Alemanno aveva illustrato la posizione di Futuro Nazionale, proponendo di utilizzare le maggiori entrate derivanti dall’Iva per ridurre le accise e riportare il prezzo del gasolio a livelli sostenibili, almeno per i settori produttivi in crisi.
La contestazione di Cerignola evidenzia così anche la crescente distanza tra una parte dei manifestanti e la politica, mentre agricoltori e camionisti continuano a chiedere interventi urgenti contro il caro carburante e l’aumento del costo della vita.
Caro carburanti, caro energia e caro spesa: la grande mobilitazione di agricoltori, camionisti e pescatori dal Sud arriva a Roma
Proteste di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti, il caro spesa e il caro vita nel Mezzogiorno. Dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Puglia fino al Molise e alla Basilicata, cresce la mobilitazione. I trasportatori pugliesi annunciano la sospensione delle partenze verso Nord, Sud e Isole fino a martedì, in attesa di nuove decisioni. Anche gli studenti si uniscono alla protesta di agricoltori, pescatori e camionisti. Nel mirino finisce il Governo Meloni perché non ha mantenuto la promessa elettorale di tagliare le accise sui carburanti e anche perché ha chiesto maggiore flessibilità di bilancio legata alle maggiori spese per energia, difesa e sicurezza. Secondo quanto riferito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la richiesta di flessibilità vale circa 14 miliardi di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028. Ed è subito scontro sugli oltre 14 miliardi di euro in più per la difesa previsti dal governo Meloni nel prossimo biennio sfruttando la clausola di salvaguardia europea. PD, M5S, AVS e CGIL accusano l’esecutivo di Giorgia Meloni di destinare nuovo debito al riarmo e alla guerra mentre restano sotto pressione sanità, salari, servizi pubblici, agricoltura, pesca e attività produttive.

Tra le accuse più dure lanciate dai camionisti emerge una frase che riassume la rabbia di una parte del settore: «Il governo Meloni ci sta prendendo in giro». Una contestazione che riflette le difficoltà denunciate dagli operatori del trasporto su gomma, alle prese con costi di gestione sempre più pesanti e con la richiesta di interventi concreti per garantire la sostenibilità delle imprese.
La mobilitazione assume un significato ancora più rilevante alla luce della comunicazione diffusa dai trasportatori pugliesi, che annunciano la sospensione delle partenze fino a martedì, quando una nuova riunione dovrà valutare l’evoluzione dello sciopero e delle manifestazioni.

Presidio di Falerna, Matteo Talarico attacca il Governo Meloni e denuncia: «Quanto successo è indecente»
La protesta degli agricoltori calabresi e degli autotrasportatori si accende anche sul fronte dell’informazione televisiva. Al presidio di Falerna, in Calabria, Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, ha espresso tutta la propria delusione per quanto accaduto durante la serata, quando centinaia di manifestanti attendevano un collegamento con Realpolitik, la trasmissione condotta da Tommaso Labate su Rete 4.
«Quanto successo è indecente», ha dichiarato Talarico, raccontando l’attesa al freddo insieme agli altri partecipanti alla mobilitazione. Il collegamento, secondo quanto riferito dal presidente del movimento, non sarebbe arrivato, mentre ampio spazio televisivo sarebbe stato dedicato agli episodi di violenza verificatisi a Milano.
«Siamo rimasti a lungo in attesa, al freddo, qui ad aspettare che ci dessero la linea, ma non è venuto nulla. Anzi, si è dato integralmente spazio soltanto a quello che è successo a Milano, alle violenze di Milano», ha affermato Talarico, manifestando amarezza per quella che considera una mancata attenzione verso le ragioni della protesta calabrese.

Il presidente del Movimento Territorio e Agricoltura ha poi aggiunto parole che restituiscono il clima di tensione vissuto al presidio: «Forse è questo quello che vogliono, ma noi non vogliamo che accada questo, noi non siamo così. Non vi nascondiamo però che ormai ci stiamo preparando al peggio pure noi».
Falerna, alcuni agricoltori tentano di occupare l’autostrada: decisivo l’intervento della polizia
La delusione per il mancato collegamento televisivo si è sommata alla tensione già presente tra i manifestanti. Secondo il racconto fornito da Talarico, alcuni agricoltori avrebbero iniziato a occupare l’autostrada, ma l’iniziativa è stata fermata grazie all’intervento dei funzionari della Questura di Catanzaro e degli agenti della Polizia stradale presenti sul posto.
Dopo un confronto con le forze dell’ordine, i manifestanti sono stati convinti a desistere e a tornare indietro, evitando che la protesta proseguisse con l’occupazione della carreggiata.
«Noi torniamo indietro», ha detto Talarico rivolgendosi ai funzionari di polizia. Il presidente ha sottolineato il rispetto mantenuto dagli agricoltori e dagli autotrasportatori calabresi nei confronti degli agenti, accompagnando tuttavia la decisione di interrompere l’iniziativa con una nuova, durissima accusa all’esecutivo.
«Torniamo indietro ma sia chiaro che noi sappiamo che il governo ci sta prendendo in giro», ha concluso.
Puglia, stop alle partenze dei trasportatori fino a martedì
La comunicazione diffusa dagli operatori del settore annuncia una sospensione delle partenze dei trasportatori pugliesi verso il Nord, il Sud e le Isole, in attesa di ulteriori decisioni sull’evoluzione della situazione.
«A seguito di una riunione, si comunica che da oggi e fino a martedì tutti i trasportatori della Puglia sospenderanno le partenze verso il Nord, Sud e Isole in attesa di ulteriori decisioni sull’evoluzione della situazione», si legge nell’avviso rivolto agli operatori.
La comunicazione precisa che la merce già in viaggio verso la Puglia verrà consegnata ai magazzini della grande distribuzione organizzata (GDO) nella giornata di domenica, compatibilmente con le condizioni della viabilità.
Si tratta di un passaggio importante per la logistica e per la distribuzione delle merci, considerato il ruolo strategico del trasporto su gomma nel rifornimento di supermercati, attività commerciali e imprese. Eventuali ripercussioni sulle consegne dipenderanno dalla durata della sospensione, dalle condizioni stradali e dalle successive decisioni delle organizzazioni coinvolte.
Martedì una nuova riunione per decidere il futuro della protesta
La mobilitazione resta in evoluzione. Secondo la comunicazione dei trasportatori pugliesi, martedì è prevista una nuova riunione per esaminare la situazione legata allo sciopero e alle manifestazioni in corso e stabilire come procedere nei giorni successivi.
Fino a tale incontro, le partenze verso il Nord resteranno sospese, mentre seguiranno ulteriori aggiornamenti sulla base delle decisioni che verranno adottate.
L’invito rivolto agli operatori interessati è quello di organizzarsi di conseguenza e condividere l’avviso con tutti i soggetti coinvolti nella filiera logistica.
La sospensione annunciata rappresenta un segnale della crescente tensione nel comparto, ma sarà necessario attendere l’esito della riunione di martedì per capire se il fermo verrà prorogato, modificato oppure revocato.
Anche gli studenti contro il caro vita: la protesta diventa sociale
A rendere ancora più significativa la mobilitazione è la partecipazione degli studenti del Mezzogiorno, che affiancano le rivendicazioni dei lavoratori portando l’attenzione sul costo della vita e sulle prospettive delle nuove generazioni.
L’aumento dei prezzi non pesa soltanto sui bilanci delle imprese. Incide sulle spese alimentari, sui trasporti, sulle bollette e sulla possibilità per le famiglie di sostenere il percorso scolastico e universitario dei figli.
La convergenza tra categorie produttive e studenti evidenzia un disagio più ampio, legato alla perdita di potere d’acquisto e alla difficoltà di guardare al futuro con sicurezza economica.
Il messaggio che attraversa la protesta è la richiesta di condizioni più sostenibili per lavorare, produrre, studiare e vivere. Una questione che supera i confini delle singole categorie e investe il rapporto tra politiche economiche, redditi e costo dei beni essenziali.
















