Sarà presente anche Antonella Baiocchi, la psicoterapeuta esperta in criminologia autrice del saggio “la violenza non ha sesso” che con APROSIR AV ODV gira l’italia per spiegare perchè nella violenza il sesso e il genere delle persone sono fatti contingenti.
ROMA – Martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 17.00 alle 19.00, presso la Sala Cinema A. Cerone, in via N. Balbiani a Roma, si svolgerà il convegno “NON SEI SOLO, NON SEI SOLA – Violenza nelle relazioni: riconoscere, comprendere, proteggere”, promosso dall’associazione ChiariAMOci, con il patrocinio del Municipio VI di Roma Capitale.
Al centro dell’incontro, la tutela di tutte le vittime, senza discriminazioni di sesso.
Il convegno prevede i saluti istituzionali dell’assessora municipale Chiara Del Guerra e sarà moderato dalla dott.ssa Chiara Togliani, presidente dell’associazione ChiariAMOci.
Tra i relatori la psicoterapeuta marchigiana Antonella Baiocchi, presidente del Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità oltre il Genere, che con APROSIR AV ODV, presieduta dal dott. Adamo De Amicis, porta avanti in tutta Italia un’attività di sensibilizzazione per promuovere una visione inclusiva della violenza, capace di riconoscere tutte le vittime e tutti gli autori di comportamenti violenti, indipendentemente dal sesso.
Interverranno inoltre l’avv. Gaia Fiorani, la dott.ssa Luisa Bonomi, l’avv. Monica Frediani e l’avv. Graziano Di Carlo, con contributi dedicati alle diverse forme di violenza, alla tutela giuridica e al sostegno delle persone vulnerabili.
«Il nostro obiettivo», afferma la dott.ssa Chiara Togliani, presidente dell’associazione ChiariAMOci, «non è contrapporre uomini e donne, ma allargare lo sguardo affinché nessuna vittima resti invisibile. La violenza può colpire chiunque, indipendentemente dal sesso e dall’età. Particolare attenzione va riservata ai bambini e agli anziani, spesso più vulnerabili e incapaci di denunciare ciò che subiscono. Una società giusta deve saper riconoscere la sofferenza, superare i pregiudizi e garantire ascolto, protezione e sostegno a ogni vittima, senza discriminazioni. Perché nessuno deve essere lasciato solo di fronte alla violenza».
«APROSIR Antiviolenza ODV, con il sostegno di oltre venti associazioni impegnate nella tutela degli uomini vittime di violenza e dei padri separati, sta girando l’Italia per consegnare ai politici di ogni schieramento un documento programmatico per vere pari opportunità e una bigenitorialità effettiva», dichiara il presidente Adamo De Amicis, presente anch’egli all’iniziativa «Lo consegneremo anche all’assessora del Municipio VI di Roma, che ha dimostrato il coraggio di andare oltre il politicamente corretto, dando spazio a una visione inclusiva della violenza. Perché i diritti e la tutela devono appartenere a tutte le persone, senza discriminazioni di sesso».
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Antonella Baiocchi interverrà sul tema “Capire cos’è e da cosa origina la violenza (intenzionale) nelle relazioni: la prospettiva del Debolicidio”, proponendo una riflessione sulle dinamiche psicologiche che possono trasformare le divergenze, i conflitti e le relazioni in occasioni di sopraffazione.
«Giriamo l’Italia per seminare consapevolezza, perché siamo convinti che la prima forma di prevenzione sia imparare a riconoscere davvero la violenza, senza pregiudizi e senza paraocchi ideologici», dichiara la psicoterapeuta «Per troppo tempo il dibattito pubblico ha privilegiato una rappresentazione rigidamente dicotomica: l’uomo come carnefice e la donna come vittima. Ma la realtà delle relazioni umane è più complessa. Anche una donna può esercitare violenza, anche un uomo può subirla. E questo non diminuisce di un millimetro la gravità della violenza contro le donne: al contrario, ci aiuta a riconoscere e contrastare la violenza in tutte le sue manifestazioni. La violenza non ha sesso. E neppure la capacità di amare, rispettare, accudire e proteggere ha sesso. Sono possibilità e comportamenti della persona, non caratteristiche automaticamente determinate dall’essere uomini o donne. Se vogliamo proteggere davvero le donne, gli uomini, i bambini e ogni persona vulnerabile, dobbiamo superare gli stereotipi che ci portano a riconoscere alcune vittime e a non vedere le altre. Perché una vittima non dovrebbe essere costretta a dimostrare di appartenere al sesso giusto per meritare ascolto, credibilità e protezione».
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


















