Il vino non è moda: è cultura. È storia, paesaggio, linguaggio, mestiere, tempo. Tuttavia, le nuove generazioni sembrano avere sempre meno dimestichezza con il calice. I ventenni — e i trentenni, dei quali a brevissimo farò parte — della nobile bevanda non solo ignorano le diversità e le caratteristiche, ma non hanno nemmeno la minima idea del processo produttivo.
Non sanno cosa significhi vigna, né vitigno; non distinguono un filare da una pergola, ignorano cos’è la raspatura, in che cosa consista la fermentazione, o quale sia la differenza tra un rosso, un bianco, un rosato, un fermo, un rifermentato, un macerato, un orange.
Per non parlare delle botti, delle barriques, dei secondi passaggi, della sottile e affascinante distinzione tra Metodo Classico e Metodo Charmat, oppure dell’influenza dei terreni, dell’esposizione ai venti, dell’altitudine, e della luce solare.
Ovviamente, non pretendo si conosca la differenza tra una bordolese e una borgognona, né tra i diversi tipi di tappi o vetri. Ma resto convinto che, se chiedessi a un giovane — di qualsiasi età o estrazione — come si produce un vino, rimarrebbe senza parole. O, rimanendo ottimisti, butterebbe lì qualche termine sparso, sentito chissà dove.
Mi capita spesso di visitare enoteche, aziende vinicole, wine bar specializzati e, parlando con i gestori, sento ripetere come un mantra malinconico la stessa frase: “Il vino è ormai diventato un prodotto di nicchia”.
I giovani, dicono, si accontentano della “birretta”, oppure dell’ipercromatico cocktail di cui non conoscono nemmeno i componenti: cos’è e da dove viene un gin? Perché la vodka è diversa dalla grappa? Che significa scala alcolica?
Non si tratta solo di gusti, ma di povertà culturale. Un distacco crescente da una civiltà del bere consapevole che ha radici antiche, contadine, lente, e che oggi viene spesso fraintesa come élite o ostentazione. Ma il vino non è per pochi: è un racconto collettivo, da riconsegnare soprattutto a chi l’ha dimenticato.
Ecco perché eventi come Vino X Roma – V edizione rappresentano non solo una rassegna enogastronomica, ma un’occasione culturale concreta per ricollegarsi a questa memoria viva e liquida.
Vino X Roma 2025 – la cultura del vino torna protagonista
Dal 15 al 17 maggio 2025, nella suggestiva cornice del Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro – sede del Pio Sodalizio dei Piceni, nel cuore di Roma – torna Vino X Roma, giunto alla sua quinta edizione.
L’evento, nato nel 2021 e organizzato da Excellence Events, si propone di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano con un format unico che unisce:
– Fiera e banchi d’assaggio
– Talk show e conferenze
– Masterclass guidate
– Showcooking con Chef d’eccellenza
– Spazi per la stampa e gli operatori del settore
Quando: Da giovedì 15 a sabato 17 maggio, dalle 19.00 alle 23.00
Biglietti: Disponibili online a partire da 20 euro
A chi è rivolto: A winelover, appassionati curiosi, turisti, operatori del settore, giornalisti, giovani in cerca di ispirazione.
Un’occasione irripetibile per degustare, conoscere, ascoltare, imparare. Dove il vino torna protagonista, non come moda, ma come cultura accessibile. In un luogo monumentale che amplifica il valore simbolico del convivio.
Che il lettore sia un esperto o un neofita, Vino X Roma lo invita a scoprire un’Italia che si racconta nel calice, tra terroir e storie, tra etichette e territori, tra tradizione e innovazione.
Perché il vino è molto più di una bevanda: è identità. È consapevolezza. È memoria in fermento.




















