Al tempo Gesù di Nazareth osservo la reale vita degli umani, i comportamenti degli uomini, dei potenti e degli oppressi, dei ricchi autorevoli e i poveri diseredati, la prepotenza dei Re e dei capi con i loro eserciti e funzionari, e disse: beati gli ultimi che saranno i primi ed i primi saranno gli ultimi.
Non è una invocazione di fede in un mondo dell’al di là, come ci hanno insegnato i sacerdoti della Chiesa, non è la speranza di un altro mondo di letizia e di amore, è un colpo mortale ai giganti che da sempre sottomettono con gli eserciti e con le armi gli ultimi, gli innocenti, destinati ad un eterno patibolo terreno.
Non avendo né un esercito né le armi Gesù adopera le parole come pietre. Uno scontro come nella narrazione biblica tra il gigante Golia che sfida Israele, ma a rispondere è un ragazzo, Davide, armato solo di una fionda e del suo coraggio: “I filistei scendono in campo contro Israele. Saul schiera l’esercito sulla cima di un ponte e di fronte prende posizione il nemico”.
La parola è un’arma fredda non versa il sangue degli innocenti è più potente di una bomba atomica, perché non alimenta la vendetta del nemico sconfitto, ma alimenta il consenso di coloro che sono buoni e onesti cittadini in cerca di Pace.
E’ stato superato il limite dell’umano. Vengono bombardati dei bambini (non rimangono neppure i resti) per le necessità della guerra del c.d. diritto di difesa i cui sostenitori appare abbiano un disturbo bipolare caratterizzato da cambiamenti estremi di umore, minare definitivamente le capacità cognitive, un viaggio verso il suicidio sociale. Oscillazioni tra manie di grandezza e paurose depressioni che comprometto irreparabilmente la possibilità di un accordo di convivenza, secondo il principio “Amatevi gli uni con gli altri”, tanto non c’è altra possibilità. Quasi la totalità delle gerarchie che governano i popoli sono affette dallo spettro bipolare, da un narcisismo nefasto e pericoloso. Un maniacale desiderio di potenza che prova l’esatto contrario quello di essere un povero cristo, ma questi soggetti sono quelli che decidono le sorti del mondo. Ormai nelle c.d. società opulente domina un consumismo spinto agli eccessi dell’acquisto di quantità di prodotti del tutto inutili e del fenomeno del sovrappeso, ovvero obesità generalizzata che consiste in una abbuffata giornaliera per poi assumere prodotti farmaceutici per digerire.
La Parole, il Verbo, è rivolto al presente. Gesù sa che l’uomo ha un tempo breve che lo separa dalla nascita alla morte ed in questo tempo è concentrato l’agire per buone azioni e fermare infami delitti. Altrimenti l’uomo sarà destinato ad una inerzia di dolore e sofferenza e sarà la fine della sua presenza sulla Terra, anche perché se nell’infanzia i bambini vengono maltrattati e feriti nel corpo e nell’Anima saranno degli adulti che cercheranno una vendetta pur che sia verso un nemico indistinto che può essere chiunque.
La storia, a buon diritto, è stata all’inizio cronologica e descrittiva: una raccolta e un confronto di documenti relativi a fatti enunciati quantitativamente e qualitativamente. Per documenti storicamente si intende testimonianza, cioè espressione verbale, grafica, plastica, sonora, filmata di avvenimenti passati. Ma queste fonti, troppo spesso raccolte, conservate e trasmesse in virtù di principi superati, strettamente razionali, sono state interpretate usando arbitrariamente sia un ipotetico principio analogico, per spiegare le influenze, sia un non memo indecifrabile principio di reazione, per spiegare le divergenze.
Ma la storia degli uomini è solo in parte una storia di generali, dal momento che in fondo tutti noi partecipiamo di quest’ansia di dominio. Bisognerebbe chiedersi da dove ha origine quest’ansia. Ma la più elementare osservazione dimostra che l’ansia si genera per una atavica paura e per la necessità di assicurare la soddisfazione dei bisogni primari nella lotta per la sopravvivenza.
Siamo stati umiliati ed offesi, ma non lo saremo più; la carneficina dei bambini ci impone di essere soldati, soldati di Cristo. L’ora è giunta.
By Carlo Priolo e Marco Grossi




















