Una mattinata di emozioni, coraggio e consapevolezza: la storia di Filomena che insegna a riconoscere e combattere la violenza di genere.
Presentato il libro sulla storia di Filomena Di Gennaro, un invito potente a riconoscere e combattere la violenza di genere
Questa mattina, presso il Teatro degli Audaci, nel cuore dell’Istituto Comprensivo Uruguay di Roma, si è svolta la toccante presentazione del libro “Mia o di nessun altro – La storia di Filomena Di Gennaro”, edito da Frascati & Serradifalco Editori. Un evento di profondo valore civile, che ha trasformato il teatro in uno spazio di ascolto, emozione e consapevolezza, gremito da oltre trecento giovani studenti delle classi terze, docenti, personale scolastico e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
Tra questi anche il Ten. Col. Peter Pace Forconi, marito di Filomena Di Gennaro, la cui presenza ha reso ancora più intensa la carica emotiva dell’incontro.

Un’apertura che ha lasciato il segno
L’evento si è aperto con una straordinaria rappresentazione preparata dagli stessi studenti, che indossavano una maglia riportante il titolo del libro. Una performance vibrante, una vera e propria denuncia collettiva contro la violenza di genere: voci e gesti che hanno trasformato il palcoscenico in una richiesta corale di rispetto, libertà e dignità.
L’attenzione e il silenzio della platea hanno confermato quanto quel messaggio fosse arrivato in profondità.
Gli interventi: un coro di competenze, emozioni e responsabilità civica
A guidare l’incontro, con sensibilità e autorevolezza, la Dirigente Scolastica, Dott.ssa Angela Marone, che ha saputo tessere i vari interventi in un dialogo fluido e partecipato.
La testimonianza che nessuno potrà dimenticare
La voce più attesa e più commovente è stata quella della Dott.ssa Filomena Di Gennaro, protagonista del libro e sopravvissuta a un tentato femminicidio.
Filomena ha ripercorso la sua storia con un coraggio che ha gelato e riscaldato la sala allo stesso tempo. Ogni parola era un invito a non voltarsi mai dall’altra parte, a riconoscere i segnali, a supportare chi si trova in pericolo, a non tollerare nessuna forma di violenza.
Molti studenti avevano gli occhi lucidi. Nessuno ha distolto lo sguardo.

Capire per prevenire
La Prof.ssa Laura Seragusa, psicologa, psicoterapeuta e docente dell’Università Lumsa di Roma, ha offerto un quadro chiaro e necessario delle dinamiche che spesso si nascondono dietro la violenza:
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relazioni tossiche,
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manipolazione affettiva,
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controllo psicologico,
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isolamento progressivo.
Un intervento illuminante che ha dato strumenti concreti ai ragazzi per riconoscere segnali e comportamenti pericolosi.
La voce dell’autore
Il giornalista Mirko Giudici, autore del libro, ha posto l’accento sull’importanza del dialogo nella coppia, della comunicazione autentica e della capacità – spesso trascurata – di accettare la fine di una relazione senza leggerla come un fallimento personale.
Un messaggio prezioso per i giovani, che si affacciano ai primi rapporti affettivi e che, più di altri, devono imparare a distinguere amore e possesso.
Rispetto, responsabilità, conseguenze
Sono intervenuti anche:
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Dott. Massimo Piano, Direttore Risorse Umane della Federazione Italiana Tabaccai, che ha dialogato con i ragazzi sul valore imprescindibile del rispetto;
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Dott.ssa Roberta Beolchi, Presidente dell’Associazione EDELA, che ha raccontato con grande sensibilità la realtà drammatica degli orfani di femminicidio, ricordando che la violenza non uccide solo chi la subisce, ma lascia cicatrici profonde anche nelle vite dei più piccoli.
Un gesto concreto di impegno sociale
La Federazione Italiana Tabaccai ha scelto di essere parte attiva di questa battaglia culturale donando 300 copie del libro agli studenti dell’Istituto Comprensivo Uruguay, affinché il messaggio di Filomena possa continuare a parlare anche a teatro ormai vuoto.
Inoltre, un’importante donazione è stata devoluta all’Associazione EDELA, a sostegno delle attività a difesa degli orfani di femminicidio.
Un gesto che trasforma un evento in un’azione, e un ascolto in un impegno.
Un finale carico di gratitudine
L’incontro si è concluso con un omaggio floreale alle relatrici e la consegna di un bellissimo quadro realizzato dagli studenti alla protagonista del libro: un simbolo di vicinanza, riconoscenza e speranza.
Una battaglia che continua: il Progetto Milena
La testimonianza di oggi non è un episodio isolato: fa parte del lavoro quotidiano portato avanti dalla Dott.ssa Filomena Di Gennaro, da Mirko Giudici e dal SIM Carabinieri attraverso il Progetto Milena, che porta nelle scuole di tutta Italia un messaggio di prevenzione, cultura del rispetto e consapevolezza emotiva.
È un percorso che unisce la forza della testimonianza personale al rigore dell’educazione civica, offrendo ai giovani gli strumenti per riconoscere la violenza e scegliere la libertà.
Riflessione finale: imparare a vedere, ascoltare, credere
La violenza di genere non è un fenomeno lontano. È tra noi. Si insinua nei legami affettivi, nei silenzi, nelle paure.
E spesso cresce perché non la riconosciamo o perché non vogliamo crederci.
Eventi come quello di oggi ricordano a tutti – adulti e ragazzi – che la prevenzione nasce dall’educazione, dall’ascolto e dalla parola.
Che l’amore non fa male, mai.
Che il rispetto è la base di ogni relazione.
Che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.
E che ogni volta che una storia viene raccontata, un’altra vita può essere salvata.
Oggi, al Teatro degli Audaci, la storia di Filomena Di Gennaro non è stata solo ascoltata.
È diventata un seme piantato nel cuore di centinaia di giovani: un seme di coraggio, consapevolezza e libertà.



















