C’è un aspetto poco discusso nelle descrizioni tradizionali del Kali Yuga, l’ultima delle quattro età del ciclo cosmico indù: il cambiamento dei rapporti tra uomini e donne viene presentato, in alcuni testi, come uno dei segnali della decadenza del mondo.
E quando si leggono quei passaggi senza parafrasi moderne, il quadro è molto più netto di quanto facciano pensare formule come «perdita dei valori tradizionali».
Cosa dicono i testi
Nel Bhagavata Purana, il Kali Yuga è descritto come un’epoca nella quale la ricchezza diventa misura del prestigio, la giustizia viene condizionata dal potere e i rapporti tra uomini e donne diventano sempre più legati all’attrazione e alla sessualità.
Il matrimonio perde progressivamente il suo carattere tradizionale e viene descritto come un’unione basata sempre più sull’accordo personale.
Altri testi della tradizione, tra cui il Linga Purana e il Mahabharata, sono ancora più espliciti. Tra i segni del Kali Yuga compaiono la perdita della castità, l’indebolimento dell’autorità del marito, la scelta autonoma del coniuge e la trasformazione dei rapporti familiari.
C’è un particolare interessante: in alcune di queste descrizioni, il fatto che uomini e donne scelgano autonomamente il proprio partner viene presentato come un sintomo della decadenza.
È un dettaglio importante, perché chiarisce che cosa significhi realmente «perdita dei valori tradizionali». Non si parla soltanto di morale in senso astratto, ma di un preciso modello di famiglia, matrimonio, autorità e gerarchia sociale.
Quando l’autonomia diventa un segno della fine
La parte più interessante riguarda le donne.
In alcune interpretazioni della tradizione, l’aumento dell’autonomia femminile, la minore disponibilità a sottomettersi all’autorità del marito, la libertà sessuale e l’ingresso nella vita pubblica vengono associati al deterioramento dell’ordine sociale.
Non significa necessariamente che i testi prevedano un mondo dominato dalle donne.
Il punto è diverso: la donna che esce dal ruolo tradizionale viene descritta come uno dei segnali che l’ordine cosmico sta entrando nella sua fase finale….
È una concezione molto diversa da quella moderna dell’emancipazione.
Ma è davvero una profezia?
Qui nasce il problema.
Il Kali Yuga dovrebbe durare 432.000 anni e, secondo la cronologia tradizionale, sarebbe iniziato nel 3102 a.C. Siamo quindi ancora nelle sue fasi iniziali.
Le sue «profezie» sono inoltre estremamente ampie: materialismo, corruzione, conflitti familiari, perdita dell’autorità, trasformazione della sessualità, avidità e disordine sociale.
Sono caratteristiche che possono essere riconosciute in moltissime epoche.
Per questo è difficile stabilire che cosa potrebbe davvero smentire la profezia. Se una società cambia, il cambiamento può essere interpretato come un nuovo «segno» del Kali Yuga.
Alla fine del ciclo, secondo la tradizione, arriverà Kalki, che ristabilirà il dharma e inaugurerà una nuova età dell’oro, la Satya Yuga.
Il modello è quindi ciclico: ordine, decadenza, distruzione e rinnovamento.
E cosa è successo davvero?
Qui il confronto con la storia diventa interessante.
In Italia, per esempio, il matrimonio ha perso una parte importante della centralità che aveva nelle società tradizionali. Nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, mentre si sono registrate 75.014 separazioni e 77.364 divorzi.
A voi il giudizio…..


















