Che cosa succederebbe se il destino dell’umanità fosse nelle mani di una ristretta élite? E se il potere arrivasse al punto di riscrivere i ricordi, manipolare la percezione della realtà e decidere ciò che gli uomini sono autorizzati a conoscere?
Sono alcune delle domande che attraversano Il Sacro Nucleo di Amtara, il nuovo romanzo di Valentina Ferranti, pubblicato da Burno e disponibile in libreria dal 4 settembre. Un’opera di fantascienza distopica che fonde elementi mitologici, antropologici e spirituali, dando vita a un mondo oscuro e visionario che, proprio attraverso il futuro, porta il lettore a confrontarsi con le inquietudini del presente.
Un pianeta ormai al limite…
In un futuro lontano, la Terra è diventata quasi inabitabile. Il sole rappresenta ormai una minaccia e il pianeta è stato trasformato in un’immensa distesa radioattiva.
L’umanità si è divisa in due fazioni. Da una parte i Destinati, la classe dominante, che vive al riparo all’interno delle gigantesche piramidi d’acciaio dell’AreaZM66. Dall’altra i Ribelli della Linea Bianca, che continuano a combattere contro il sistema e contro quella che viene definita l’Eternità Oscura.
Al centro della vicenda si trova Amtara, una roccaforte enigmatica dove le sette Donne del Supremo Concilio proteggono il Sacro Nucleo, una particella di luce considerata l’ultima traccia del divino e una possibile chiave per la sopravvivenza del pianeta.
Quando il potere cancella la memoria
Tra i protagonisti della storia ci sono Adam e Telesa, due combattenti della resistenza legati da un amore profondo. Il loro rapporto, però, viene travolto dalla brutalità del potere.
Adam viene catturato e sottoposto a un processo di manipolazione della memoria che cancella il suo passato e la sua identità. Al suo posto nasce Zarmayasi, un uomo completamente diverso: un principe spietato, fedele alle forze dell’oscurità.
Il destino porta nuovamente Adam e Telesa l’uno di fronte all’altra, ma questa volta su schieramenti opposti. Il loro confronto diventa il simbolo di una battaglia più profonda, quella tra memoria e oblio, identità e manipolazione, libertà e controllo.
In questo scenario, ricordare diventa un atto di resistenza. E l’amore, nonostante la violenza e il condizionamento, può trasformarsi nell’ultima traccia di ciò che si è realmente stati.
La fantascienza incontra il mito…
Dopo Ritorno ad Amtara, Valentina Ferranti torna nel suo universo narrativo con una storia ancora più ampia, nella quale la fantascienza dialoga con la mitologia, la spiritualità e lo studio delle culture arcaiche.
Rituali, simboli e archetipi diventano parte integrante della narrazione e contribuiscono a costruire una riflessione sui rapporti tra fede, potere e manipolazione. Il futuro immaginato dall’autrice non è quindi soltanto uno scenario fantascientifico, ma anche uno strumento per osservare il presente da una prospettiva diversa.
Il romanzo pone così interrogativi destinati a rimanere aperti: quanta libertà siamo disposti a sacrificare in nome della sicurezza? Quanto è facile modificare la realtà quando si riesce a controllare ciò che le persone ricordano e percepiscono? E può esistere una possibilità di rinascita anche quando tutto sembra ormai perduto?
Una luce nel cuore dell’oscurità
Il Sacro Nucleo di Amtara racconta una lotta che va oltre lo scontro tra due fazioni. È una storia di coscienza e potere, di memoria e oblio, di paura e speranza.
Attraverso il percorso di Adam e Telesa, Valentina Ferranti mette al centro la capacità dell’individuo di opporsi a un sistema che tenta di cancellarne identità e volontà. Il Sacro Nucleo diventa così qualcosa di più di una possibile salvezza per la Terra: rappresenta una luce interiore, la possibilità di ritrovare se stessi e immaginare un nuovo inizio.
Un romanzo rivolto agli appassionati di fantascienza distopica, di mitologia e di storie nelle quali le grandi sorti dell’umanità si intrecciano con le scelte e i sentimenti dei singoli.

Il Sacro Nucleo di Amtara di Valentina Ferranti è disponibile in libreria dal 4 settembre per Burno.


















