Caffè della VerGOGNA – edizione del 7 Ottobre 2026
Le associazioni dell’autotrasporto hanno lanciato un ultimatum al governo: senza un tavolo urgente sulla defiscalizzazione del carburante commerciale, a metà mese scatterà il blocco dei mezzi pesanti. Dopo il rincaro di sei virgola un centesimi al litro scattato ieri per il mancato rinnovo dello sconto sulle accise, gli autotrasportatori hanno deciso di alzare la posta, e lo spettro dei banchi vuoti nei supermercati sta già scatenando il panico sui social. La catena è elementare: se i camion si fermano, gli scaffali si svuotano in due giorni, e i cittadini che oggi protestano per sei centesimi scopriranno domani che il problema non era il prezzo del gasolio ma la fragilità di un sistema che dipende da un solo anello.
Nei corridoi del ministero dell’Economia è spuntata l’ipotesi di un prelievo forzoso o di un contributo di solidarietà sulle riserve accumulate dalle casse previdenziali dei liberi professionisti, medici, avvocati e ingegneri, per coprire il buco della spesa sanitaria. Gli ordini professionali hanno parlato di esproprio di Stato sui risparmi dei lavoratori autonomi, e la rivolta, per una volta, non è corporativa: le casse private sono fondi accumulati da chi ha versato contributi per decenni, e usarli per tappare un buco pubblico significa spostare il costo di una cattiva gestione sulle spalle di chi ha risparmiato. La sanità pubblica va salvata, questo è fuori discussione, ma il modo in cui la si salva dice molto su chi si sceglie di sacrificare.
L’Agenzia delle Entrate entra nel vivo del piano d’attacco sui passaggi di proprietà di auto usate e veicoli d’epoca: un algoritmo incrocerà i valori di vendita dichiarati con i redditi Isee e le posizioni patrimoniali, e chi acquista auto di grossa cilindrata a prezzi simbolici finirà nella lista nera dei controlli antiriciclaggio. La misura è sacrosanta nella sua intenzione, ma il modo in cui viene presentata, come una caccia indiscriminata a chi compra un’auto usata, rischia di colpire anche i cittadini onesti che non hanno nulla da nascondere. La lotta all’evasione è necessaria, ma quando diventa sospetto diffuso produce un Paese in cui ogni compravendita è una potenziale confessione.
Nell’hinterland milanese, i nuovi varco-velox ad alta risoluzione scambiano il gesto di portarsi la sigaretta elettronica o lo smartphone alla bocca per un’infrazione alla guida, e recapiti a casa sanzioni da oltre centosessanta euro. I gruppi di automobilisti locali promettono una pioggia di ricorsi di massa, e la vicenda, che sembra comica, è la dimostrazione che la tecnologia, quando non è addestrata a distinguere un vizio da un reato, produce un contenzioso che costa più del reato che vorrebbe prevenire. Il fumatore di sigaretta elettronica, che non ha mai violato il codice della strada, si ritrova a dover dimostrare la propria innocenza con una fotografia.
Nei referti dei laboratori d’analisi crescono le segnalazioni di infezioni cutanee resistenti agli antibiotici contratte a causa della scarsa sanificazione degli attrezzi condivisi nelle palestre h24 a basso costo. Il tema sta diventando virale sui social, tra meme sulla sopravvivenza in sala pesi e polemiche sui controlli igienici, e la vicenda, per quanto seria, ha il sapore di una beffa: chi si allena per stare meglio finisce in ospedale per colpa di un manubrio sporco, e le palestre a basso costo, che promettono salute a prezzi accessibili, producono batteri che nessun antibiotico riesce più a fermare.
Infine, la Guardia di Finanza ha sgominato all’alba una banda che organizzava vere e proprie visite immobiliari dentro appartamenti popolari momentaneamente sfitti o occupati, spacciandoli per aste fallimentari con la complicità di un finto notaio e documenti contraffatti con tanto di timbri regionali. Incassati gli anticipi in contanti, i truffatori sparivano nel nulla, e i compratori, che credevano di aver fatto l’affare della vita, scoprivano di aver pagato per un appartamento che non era mai stato in vendita. La casa, che per milioni di italiani resta il sogno più grande, diventa il terreno di caccia di chi sfrutta la disperazione abitativa per riempirsi le tasche.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di gasolio e di timbri falsi, di casse previdenziali e di batteri resistenti, di auto usate e di sigarette elettroniche. I camion minacciano di fermarsi, le casse private rischiano il prelievo, il fisco caccia i furbi con gli algoritmi, un semaforo multa chi svapa, le palestre distribuiscono infezioni, e un finto notaio vende case che non esistono. La politica, in questo ottobre confuso, sceglie di non scegliere, e nel frattempo i problemi crescono, i prezzi salgono, e il Paese, come sempre, paga il conto di chi rimanda. Se il governo cercasse un modo per farsi odiare da tutti contemporaneamente, non potrebbe fare di meglio: tassa i professionisti, sospetta dei compratori di auto, lascia scadere gli sconti sui carburanti, e affida la sicurezza stradale a un software che confonde un vape con una violazione. Forse, prima o poi, qualcuno si accorgerà che gli algoritmi non governano un Paese: lo fanno soltanto sembrare più moderno mentre affonda.
Zygmunt Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, Troina, 2004
Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, LUISS University Press, Roma, 2019
Paul Virilio, La velocità di liberazione, Mimesis, Milano, 1997
Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008
Michel Foucault, Nascita della biopolitica, Feltrinelli, Milano, 2005
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966

Six Cents, The Levy on Funds, and the Phantom Notary: The Italy That Taxes Your Fill-Up and Sells You a House That Doesn’t Exist Caffè della VerGOGNA — October 7, 2026 Edition
Freight transport associations launched an ultimatum to the government: without an urgent roundtable on tax exemption for commercial fuel, mid-month will see the blockade of heavy trucks. After the six point one cents per liter price increase that kicked in yesterday due to the failure to renew the excise discount, freight carriers decided to raise the stakes, and the specter of empty shelves in supermarkets is already triggering panic on social media. The chain is elementary: if trucks stop, shelves empty in two days, and citizens who today protest over six cents will discover tomorrow that the problem wasn’t diesel price but fragility of a system depending on a single link.
In the corridors of the Ministry of Economy surfaced the hypothesis of a forced levy or solidarity contribution on accumulated reserves of pension funds for self-employed professionals—doctors, lawyers, engineers—to cover the hole in healthcare spending. Professional orders spoke of state expropriation on savings of self-employed workers, and the revolt, for once, isn’t corporate: private funds are accumulated by those who contributed for decades, and using them to plug a public hole means shifting the cost of poor management onto shoulders of those who saved. Public healthcare must be saved, this is beyond discussion, but the way it is saved says much about who gets chosen to sacrifice.
The Revenue Agency enters the heart of the action plan on ownership transfers of used cars and vintage vehicles: an algorithm will cross declared sale values with ISEE incomes and asset positions, and whoever buys large-enginement cars at symbolic prices will end up on the blacklist of anti-money laundering controls. The measure is holy in its intention, but the way it is presented, as an indiscriminate hunt for those buying used cars, risks hitting honest citizens who have nothing to hide. The fight against tax evasion is necessary, but when it becomes widespread suspicion it produces a country where every transaction is a potential confession.
In the Milan hinterland, new high-resolution speed checkpoints mistake the gesture of bringing electronic cigarette or smartphone to mouth for a driving infraction, and deliver home fines exceeding one hundred sixty euros. Local motorist groups promise a rain of mass appeals, and the affair, which seems comic, is proof that technology, when not trained to distinguish a vice from a crime, produces litigation costing more than the offense it would prevent. Electronic cigarette smoker, who never violated traffic code, finds themselves having to prove innocence with a photograph.
In analysis laboratory reports grow reports of skin infections resistant to antibiotics contracted due to poor sanitization of shared equipment in low-cost 24-hour gyms. The topic is going viral on social media, between gym survival memes and hygiene control controversies, and the affair, however serious, has the flavor of a mockery: those training to feel better end up in hospital because of a dirty dumbbell, and low-cost gyms, promising health at affordable prices, produce bacteria that no antibiotic can stop anymore.
Finally, Financial Guard dismantled at dawn a band organizing real estate visits inside popular apartments momentarily vacant or occupied, passing them off as bankruptcy auctions with the collusion of a phantom notary and forged documents with regional stamps. Having collected advances in cash, scammers disappeared into nothingness, and buyers, believing they made the deal of their lives, discovered they paid for an apartment that was never for sale. The house, which for millions of Italians remains the greatest dream, becomes hunting ground for those exploiting housing desperation to fill their pockets.
This morning’s coffee of shame tastes of diesel and fake stamps, pension funds and resistant bacteria, used cars and electronic cigarettes. Trucks threaten to stop, private funds risk levy, the tax authority hunts cheaters with algorithms, a semaphore fines those distracted, gyms distribute infections, and a phantom notary sells houses that don’t exist. Politics, in this confused October, chooses not to choose, and meanwhile problems grow, prices rise, and the country, as always, pays the bill of those who postpone. If the government sought a way to make everyone hate them simultaneously, they couldn’t do better: tax professionals, suspect car buyers, let fuel discounts expire, and entrust road safety to software confusing a vape with a violation. Perhaps, sooner or later, someone will notice that algorithms don’t govern a country: they merely make it look more modern while it sinks.
Zygmunt Bauman, Work, Consumerism and New Poverty, Città Aperta, Troina, 2004 Shoshana Zuboff, The Age of Surveillance Capitalism, LUISS University Press, Rome, 2019 Paul Virilio, The Velocity of Liberation, Mimesis, Milan, 1997 Serge Latouche, A Short Treatise on Degrowth Serenity, Bollati Boringhieri, Turin, 2008 Michel Foucault, The Birth of Biopolitics, Feltrinelli, Milan, 2005 Primo Levi, Natural Histories, Einaudi, Turin, 1966


















