Fonte: Adnkronos
Tre anni dopo, il 7 in Israele resta una ferita aperta. Il Paese si prepara a ricordare le vittime dell’attacco di Hamas del 2023, ma lo farà ancora una volta con appuntamenti separati.
Da una parte ci saranno i sopravvissuti e i familiari delle vittime, che hanno scelto di ritrovarsi proprio il 7 ottobre. Dall’altra lo Stato, con la commemorazione ufficiale fissata due giorni prima, il 5 ottobre.
Una distanza che non riguarda soltanto il calendario. Negli ultimi anni tra alcune famiglie e il governo di Benjamin Netanyahu non sono mancate tensioni, soprattutto sulla gestione della guerra e della questione degli ostaggi.
Israele, la cerimonia ufficiale anticipata al 5 ottobre
La scelta della data istituzionale ha però anche una spiegazione precisa. L’attacco del 2023 avvenne durante Simchat Torah e Israele ha deciso di non trasformare stabilmente una festività religiosa in una giornata nazionale di lutto.
La ricorrenza ufficiale è stata quindi fissata secondo il calendario ebraico e, nel 2026, cade il 5 ottobre.
La commemorazione si terrà al Monte Herzl di Gerusalemme. Sono previsti due momenti, uno dedicato ai militari e uno alle vittime civili, con la partecipazione del premier Netanyahu.
Ma per molte delle persone direttamente colpite dall’attacco la data che conta continua a essere quella impressa nella memoria collettiva: il 7 ottobre.
Il 7 ottobre famiglie e sopravvissuti tornano insieme
A Tel Aviv, nel parco Yarkon, si terrà la commemorazione indipendente promossa da Kumu, movimento nato dall’iniziativa di sopravvissuti e familiari delle vittime.
Non sarà l’unico appuntamento della giornata. Più a sud, a Re’im, la comunità legata al Nova Festival tornerà nel luogo in cui tre anni fa la festa venne travolta dall’attacco.
Il ritrovo è previsto alle 18.29. Un orario tutt’altro che casuale: richiama le 6.29 del mattino del 7 ottobre 2023, quando iniziò l’assalto.
Al Nova Festival furono uccise 378 persone e 44 vennero prese in ostaggio. Numeri che spiegano perché Re’im sia diventato uno dei luoghi simbolo di quella giornata.
Quest’anno i due appuntamenti, quello di Tel Aviv e quello di Re’im, sono stati organizzati in modo da consentire a chi lo desidera di partecipare a entrambi.
A Re’im sono attesi sopravvissuti, ex ostaggi e parenti delle vittime. Intorno al Nova Festival, nel frattempo, si è formata una comunità che secondo gli organizzatori raccoglie ormai circa 15mila persone.
Tre anni dopo, dunque, Israele ricorda lo stesso giorno attraverso cerimonie diverse. Quella dello Stato segue il calendario ufficiale. Famiglie e sopravvissuti hanno invece scelto il 7 ottobre, tornando nei luoghi e nell’ora che hanno segnato le loro vite.



















