Il Ddl caregiver del Governo Meloni, promosso dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, entra in una fase decisiva del suo iter parlamentare. Dopo la conclusione dell’esame in Commissione Affari Sociali della Camera, il testo modificato si prepara al passaggio in Aula, mentre continuano le discussioni sulle misure economiche e sulle tutele riconosciute alle persone che assistono quotidianamente familiari non autosufficienti o con disabilità. Il provvedimento, denominato “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, punta a introdurre per la prima volta un quadro organico di riconoscimento del caregiver familiare. Le modifiche approvate in Commissione hanno ampliato la platea dei potenziali beneficiari, ma hanno lasciato aperto il confronto sull’adeguatezza delle risorse disponibili.

Ddl caregiver: la soglia ISEE sale a 25mila euro
Una delle principali novità riguarda il requisito economico per accedere al contributo previsto dal disegno di legge.
La soglia ISEE viene portata da 15mila a 25mila euro, consentendo quindi a una platea più ampia di caregiver familiari di poter rientrare nella misura.
Il meccanismo, tuttavia, è progressivo: per chi supera i 15mila euro di ISEE l’importo del contributo si riduce in proporzione alla situazione economica. Il testo approvato stabilisce inoltre che, qualora il calcolo determini un importo particolarmente basso, il beneficio non venga riconosciuto.
La modifica ha alimentato il dibattito perché l’allargamento della platea non è accompagnato, secondo le associazioni, da un incremento complessivo delle risorse destinate alla misura.
Contributo caregiver: fino a 400 euro al mese, ma con importo variabile
Il sostegno economico resta collegato alle condizioni previste dal provvedimento e può arrivare, per i beneficiari nelle fasce ISEE più basse, a 400 euro mensili, con erogazione trimestrale.
Per chi possiede un ISEE compreso tra 15mila e 25mila euro, invece, il contributo viene progressivamente ridotto. Secondo il meccanismo previsto dagli emendamenti approvati, l’importo può scendere fino a livelli molto contenuti. È proprio questo uno degli aspetti maggiormente contestati dalle organizzazioni dei caregiver.
Il tema delle risorse resta quindi centrale nel confronto politico e sociale.
Ddl Locatelli, anche i minorenni nella platea dei caregiver
Un’altra modifica significativa riguarda la possibilità che anche minorenni possano essere ricompresi tra i caregiver familiari.
La novità ha provocato reazioni critiche da parte di alcune associazioni, che sollevano interrogativi sulle responsabilità assistenziali che potrebbero ricadere su ragazzi e ragazze e sull’esigenza di garantire loro pienamente il diritto allo studio, alla socialità e alla crescita.
Il tema è particolarmente delicato perché il riconoscimento della figura del caregiver minorenne si intreccia con una realtà familiare nella quale spesso sono proprio i figli a contribuire concretamente all’assistenza di un genitore o di un altro familiare.
Distanza tra caregiver e assistito: il limite passa a 40 chilometri
Tra le modifiche approvate dalla Commissione c’è anche l’aumento della distanza massima prevista tra il caregiver e la persona assistita.
Il limite viene portato da 25 a 40 chilometri, quasi raddoppiando il raggio inizialmente previsto. La ministra Locatelli ha spiegato in Commissione che l’estensione è stata effettuata anche tenendo conto delle richieste emerse durante l’esame del provvedimento e dei vincoli legati alle risorse disponibili.
Sul punto, tuttavia, sono state sollevate obiezioni da parte dell’opposizione, secondo cui anche un limite di 40 chilometri potrebbe non rappresentare adeguatamente le diverse situazioni familiari presenti sul territorio nazionale.
Piattaforma INPS: slitta la partenza delle domande
Un’altra modifica riguarda la piattaforma INPS attraverso la quale i caregiver dovranno registrarsi e presentare la domanda.
L’operatività, inizialmente prevista entro il 30 settembre 2026, è stata posticipata al 2 gennaio 2027. Il rinvio è stato formalizzato attraverso un emendamento approvato dalla Commissione.
La piattaforma rappresenterà un passaggio fondamentale per l’accesso alla misura, poiché la registrazione e la presentazione della domanda saranno parte integrante della procedura per ottenere il contributo.
Le risorse economiche restano il nodo principale
È soprattutto sul capitolo finanziario che si concentra una parte consistente delle critiche.
Nel corso dell’esame parlamentare è stato evidenziato che la modifica della distribuzione delle risorse non determina, secondo la ricostruzione emersa in Commissione, un incremento complessivo della dotazione destinata all’intervento.
Il contributo specifico per il 2027 viene indicato nel testo in 186,04 milioni di euro, rispetto ai precedenti 248,05 milioni, mentre una quota di risorse viene ricondotta al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.
La stessa ministra Locatelli ha dichiarato che nella prossima Legge di Bilancio intende continuare a chiedere risorse per i caregiver.
Il caregiver entra nel progetto di vita della persona con disabilità
Il disegno di legge non si limita all’aspetto economico.
Il caregiver familiare viene infatti riconosciuto come soggetto che può partecipare al percorso di presa in carico della persona assistita, contribuendo alla valutazione multidimensionale, alla predisposizione del Progetto di vita, al Piano assistenziale individualizzato e alla definizione del Budget di cura e assistenza.
Si tratta di un cambio di prospettiva importante perché il familiare che presta assistenza non viene considerato esclusivamente come colui che svolge materialmente le attività di cura, ma come una figura da coinvolgere nella costruzione del percorso assistenziale.
Le associazioni dei caregiver: “Risorse insufficienti”
Le modifiche approvate non hanno però spento le polemiche.
Le organizzazioni dei caregiver familiari hanno espresso forti perplessità soprattutto sull’ammontare del contributo e sulla scelta di ampliare la platea senza un corrispondente aumento delle risorse.
Alessandra Corradi, portavoce dei Caregiver Familiari Uniti, ha sostenuto che l’allargamento dei beneficiari rischia di tradursi in contributi molto bassi e ha chiesto interventi più strutturali, tra cui supporto psicologico, assistenza domiciliare qualificata, periodi di sollievo e maggiori garanzie sul piano lavorativo e previdenziale.
Critiche sono arrivate anche da Sofia Donato, portavoce della Rete Caregiver Familiari Comma 255, che ha posto particolare attenzione alla possibilità di includere i minorenni nella categoria dei caregiver.
Sulla stessa linea Fortunato Nicoletti, vicepresidente di Nessuno È Escluso, che ha contestato soprattutto il meccanismo del contributo collegato all’ISEE e la possibilità che, nella fascia compresa tra 15mila e 25mila euro, l’aiuto economico possa risultare molto contenuto.
Il percorso parlamentare del Ddl caregiver
Dopo il lavoro della XII Commissione, il provvedimento è arrivato all’esame dell’Aula della Camera. La ministra Locatelli ha spiegato che, una volta concluso il passaggio a Montecitorio, il testo dovrà essere esaminato anche dal Senato per arrivare all’approvazione definitiva.
Il calendario parlamentare resta quindi determinante per capire quando le nuove disposizioni potranno diventare operative.
Ddl caregiver, tra riconoscimento e nuove richieste di tutela
Il disegno di legge rappresenta un tentativo di dare una disciplina organica a una figura che da anni chiede un riconoscimento più concreto del proprio ruolo. Le modifiche approvate in Commissione intervengono su alcuni requisiti, ampliando la platea attraverso la soglia ISEE e modificando, tra gli altri aspetti, la distanza tra caregiver e assistito e i tempi per l’attivazione della piattaforma INPS.
Resta però aperto il confronto sulle risorse economiche, sull’effettiva entità del contributo e sulle tutele previdenziali, lavorative e assistenziali.
La discussione sul Ddl caregiver Locatelli proseguirà dunque tra Parlamento, Governo e associazioni, con un obiettivo che appare condiviso ma con posizioni ancora differenti sulle modalità per raggiungerlo: riconoscere concretamente il lavoro quotidiano di migliaia di familiari che si prendono cura dei propri cari.



















